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Anche la Gmg nell’Anno dell’Eucaristia ” “” “
L’anno dell’Eucaristia, inaugurato il 17 ottobre 2004 a Guadalajara, Messico, in occasione del Congresso eucaristico mondiale, è stato accolto nelle Chiese dei vari Paesi europei con una serie di iniziative. L’assemblea plenaria della conferenza episcopale tedesca (Dbk), svoltasi nei giorni scorsi, ha dato ampio risalto all’anno dell’Eucaristia, con la presentazione delle diverse iniziative a livello di singole diocesi nel corso di una conferenza stampa presieduta dal card. KARL LEHMANN , presidente della Conferenza episcopale e dal card. JOACHIM MEISNER , arcivescovo di Colonia e presidente della Commissione per la liturgia della Dbk. Anche in Austria, l’anno dell’Eucaristia è sentito come una grande occasione per la Chiesa: “L’Eucaristia crea unità”, come ha affermato mons. KLAUS KÜNG , vescovo di St. Pölten, nella lettera pastorale indirizzata ai fedeli in occasione della Quaresima. Germania. “I vescovi tedeschi si aspettano da quest’anno celebrato in tutto il mondo una comprensione più profonda del sacramento dell’Eucaristia, una rivitalizzazione della celebrazione della santa Messa e un nuovo impulso per la trasmissione della fede nel nostro tempo”, ha affermato il card. Lehmann. “Spezzare il pane è da sempre al centro di tutta la vita della Chiesa”, ha ribadito il cardinale, che facendo riferimento alla Gmg di Colonia ha aggiunto: “Giovanni Paolo II ha inserito espressamente la Gmg che si svolgerà a Colonia dal 16 al 21 agosto nell’Anno dell’Eucaristia. L’Eucaristia sarà il centro vivo intorno al quale si riuniranno i giovani per riconoscere la loro fede e per adorarLo”. “I vescovi tedeschi hanno salutato con gioia l’annuncio dell’Anno dell’Eucaristia e hanno chiesto a tutti i responsabili della pastorale di sostenere questa grande iniziativa eucaristica e di realizzarla nel loro settore di competenza”, ha dichiarato il card. Meisner illustrando le numerose iniziative promosse dalle diocesi tedesche, riunite e pubblicate dall’Istituto liturgico tedesco di Treviri nel sito www.liturgie.de. Nella pagina web è possibile trovare anche spunti per lezioni, seminari, Messe, pellegrinaggi o esercizi spirituali. Meisner ha riferito della collaborazione tra gli istituti liturgici di Germania (Treviri), Austria (Salisburgo) e della Svizzera germanofona (Fribourg), da cui è scaturito un sussidio di “spunti e impulsi per la celebrazione e l’adorazione eucaristica”, contenente tra l’altro preghiere, canti sul tema dell’Eucaristia e modelli di adorazione eucaristica”. “Accanto alla celebrazione della Santa Messa, l’adorazione del Pane eucaristico è un elemento importante della devozione eucaristica. Anche dopo la celebrazione, il Dio risorto rimane presente nella specie del pane e del vino: ecco perché l’adorazione eucaristica ha senso al di fuori della celebrazione della Messa”, ha spiegato Meisner, che ha così concluso: “L’Eucaristia è il centro e il culmine dell’intera vita della Chiesa. Bisogna fare in modo che ciò venga sperimentato realmente”. Austria. L’iniziativa dell’Anno dell’Eucaristia “… è molto utile anche per la nostra situazione”, ha affermato mons. Küng nella sua lettera pastorale ai fedeli della diocesi di St. Pölten. Riferendosi alle note vicende del seminario di St. Pölten dei mesi scorsi e delle ripercussioni negative sulla Chiesa, Küng scrive: “Diamo al nostro desiderio di rinnovamento della vita cristiana nella nostra diocesi, nella nostra comunità, nelle nostre famiglie, in noi stessi, una solida base: lo possiamo fare unendoci al Cristo vivo, presente tra noi attraverso la Chiesa”. Rivolgersi a Cristo presente nell’Eucaristia è per Küng un “primo passo verso un nuovo inizio”. “Dobbiamo abituarci a mettere sull’altare i nostri talenti, i nostri desideri, le nostre preghiere, i nostri propositi e quelli degli altri, desiderando che questi nostri doni – insieme con i doni della Chiesa – vengano trasformati da pane e vino in Cristo. Dobbiamo imparare a salutarlo e ad onorarlo quando si compie il mistero della transustanziazione ed egli viene a noi e rimane con noi. Possiamo accoglierlo, unirci a lui e ricevere la sua benedizione”, prosegue. “La celebrazione è la scuola più importante della vita cristiana, fonte di conforto e di forza, nutrimento e sprone. Sarebbe opportuno che nelle parrocchie, nelle comunità, nei monasteri, venissero tenute catechesi in modo da far comprendere meglio il grande mistero della fede e da farlo riconoscere come solido fondamento, che porta l’unità tra fedeli, sacerdoti e laici”.