Sulla recente autorizzazione da parte delle autorità britanniche alla ricerca su embrioni umani, mons. Gebhard Fürst, vescovo di Stoccarda, ha osservato nei giorni scorsi che “l’uomo è diventato una cosa che viene sottoposta senza alcuno scrupolo alla ricerca scientifica e che può essere manipolata”. “Consegniamo esseri umani nelle mani di altri esseri umani”, ha constatato il vescovo, che è anche membro del Consiglio etico nazionale tedesco, mettendo in guardia dalla tendenza a “degradare la vita umana a massa disponibile. “Il pericolo ha proseguito non risiede nella ricerca scientifica in sé ma piuttosto nel fatto che non accetti più limiti di alcun genere. Chi crede di poter disporre di tutto, produce anche embrioni umani o cloni ai fini della ricerca o con la diagnostica pre-impianto respinge esseri umani allo stato embrionale che non rientrano nella nostra concezione di vita perfetta”. Facendo propria la posizione del filosofo ebreo Hans Jonas, mons. Fürst ha auspicato la restaurazione della categoria del sacro nell’etica. “Solo essa – ha dichiarato – può imbrigliare le forze estreme di cui disponiamo. Nell’era della scienza ci si è dimenticati che la vita è una cosa sacra”, ha detto Fürst riferendosi alla tradizione biblica e filosofica.