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Ridurre l’esclusione” “

Non si ferma la lotta dei disabili per il riconoscimento ” “dei loro diritti” “” “

Nell’Europa dei Venticinque ci sono oltre 50 milioni di persone disabili; un disabile su 10 incontra situazioni di difficoltà come barriere architettoniche o discriminazione sociale: a loro l’Unione Europea dedicò il 2003, Anno europeo del disabile. Ma la difficile battaglia condotta dalle persone diversamente abili per il riconoscimento dei loro diritti prosegue senza sosta, grazie anche al sostegno di molte associazioni. DiSABILI E MOBILITA’. “La discriminazione verso persone disabili è contro ogni ideale dell’Unione europea” a ribadirlo, lo scorso 16 febbraio da Bruxelles, è stato il vice-presidente della Commissione europea, Jacques Barrot che, a riguardo, ha annunciato “importanti misure sociali”. Occasione dell’annuncio è stata la presentazione del nuovo regolamento dei diritti dei passeggeri disabili che utilizzano gli aerei. “Non chiediamo l’impossibile alle compagnie aeree – ha detto Barrot – ma solo la qualità del servizio per tutti i passeggeri”. La notizia non ha mancato di suscitare la soddisfazione del Forum europeo della disabilità (rappresentante di 50 milioni di cittadini europei disabili) che ha rimarcato come la “proposta di regolamento è la prima in questo campo a livello europeo”. “Non si tratta – è stato il commento del presidente del Forum, Yannis Vardakastanis – solo di una legge di cui beneficeranno il 10% dei passeggeri europei, ma del riconoscimento da parte dell’Unione europea che le persone disabili devono, ogni giorno, far fronte, a delle discriminazioni anche in altri campi della vita, oltre che all’impiego”. “La proposta – ad avviso del Forum – prevede un altro livello di protezione per tutte le persone che hanno bisogno di assistenza in viaggio, così come la creazione di strutture indipendenti per rispondere ai reclami. Le persone disabili potranno ricevere assistenza negli aeroporti o a bordo degli aerei senza costi aggiuntivi. Un servizio che sarà centralizzato in ogni aeroporto così da garantire uno standard di qualità comune. Vietare l’imbarco a causa della disabilità sarà illegale”. I contenuti della proposta di regolamento sono stati confermati dallo stesso Barrot che ha rimarcato che “i costi di assistenza dei disabili per le compagnie aeree sono insignificanti e che il nuovo sistema consentirà la riduzione dei costi. L’assistenza sarà infatti organizzata dagli aeroporti e fatturata alle compagnie che si divideranno le spese totali”. La proposta di Regolamento passa adesso al vaglio dell’Europarlamento e del Consiglio dell’Ue, per la procedura di codecisione. Per la sua discussione è stata invocata la massima priorità. PIU’ ATTENZIONE AI DISABILI MENTALI. Una “lettera aperta” al presidente del Parlamento europeo, Josep Borrell, per chiedere precise e concrete misure “etico-sociali” a favore dei disabili mentali: è l’iniziativa dell’associazione “Cristiani per servire” che da tempo si occupa di promuovere azioni legislative a favore della disabilità mentale. Nella lettera, firmata dal presidente dell’associazione Franco Previte, si lamenta “l’inadeguata attenzione della Costituzione europea sulla questione dell’handicap mentale” e si richiede “una specifica normativa o risoluzione sui portatori di questa malattia che colpisce in numero sempre più elevato i cittadini dell’Unione Europea”. Secondo dati dell’Esemd (European study of epidemiology of mental disease), citati da Previte “in Europa 1 cittadino su 3 soffre di disturbi mentali e 1 su 7 di depressione o ansia” confermando le parole del Commissario europeo per la Sanità, Markos Kyprianou, per il quale “la malattia mentale è il killer invisibile dell’Europa”. Per Previte “non è sufficiente promuovere soluzioni prevalentemente legislative-costituzionali di attenzione alla disabilità fisica, se non si aggiungono misure etico-sociali adeguate a dare risposte esaurienti anche a quelle necessità di natura psichica che logorano progressivamente le resistenze dei malati, dei loro congiunti e della società europea”. “I ministri europei degli Affari sociali e del lavoro riuniti recentemente in Lussemburgo – scrive Previte – hanno invitato gli Stati membri dell’Ue a prendere misure per ridurre i rischi dell’esclusione sociale di questi malati ed a raccogliere dati sulle conseguenze sociali, economiche e di salute pubblica”. Per questo, conclude, “è auspicabile che si realizzino uniti intenti mirati a concetti di solidarietà umana e legislativa perché il malato psichico non è solo tale, è anche un cittadino, un cittadino europeo”.