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Dalle maschere ai volti” “

Percorsi quaresimali ” “nelle diverse Chiese europee” “” “

Si è aperto con il Mercoledì delle Ceneri il cammino di Quaresima che vede tutte le chiese impegnate in diverse attività ed iniziative, gran parte delle quali hanno lo scopo di far riscoprire il valore della preghiera, della rinuncia e della condivisione all’uomo moderno (vedi SirEuropa 10/2005 e 12/2005 su old.agensir.it). Proseguiamo la rassegna delle proposte. OLANDA: SOLIDARIETA’ E GIUSTIZIA. “Dall’isolamento e dalla povertà alla solidarietà e alla giustizia” è il titolo della lettera pastorale dei vescovi olandesi scritta in occasione della Quaresima 2005. Il testo contiene uno specifico invito alla conversione del cuore e degli stili di vita e ribadisce i principi tradizionali della prassi quaresimale come le azioni concrete di carità verso i deboli, i sofferenti, i malati e i poveri. “La sobrietà di vita – scrivono i vescovi – si traduce in un rifiuto della venerazione del denaro e della proprietà” e invita piuttosto “alla condivisione, alla disponibilità al dialogo e al confronto con gli altri”. Facendo riferimento alla recente tragedia che ha colpito i Paesi del Sud est asiatico i presuli ricordano quanto “qualsiasi opera di carità acquisti un senso nuovo nel mondo globalizzato dei nostri giorni”. Al riguardo la lettera esprime anche seria preoccupazione per il ritardo dei Paesi occidentali nel perseguire i cosiddetti “Millenium Goals”, formulati nell’anno 2000 e in base ai quali 189 Paesi aderenti si proponevano di “instaurare strutture di giustizia per risolvere i più importanti problemi del mondo entro il 2015”. La Quaresima può essere così anche occasione “per riflettere sul poco che si è fatto finora e per sostenere adeguatamente questa campagna mondiale di solidarietà”. SVIZZERA: IN COMUNIONE CON LA TERRA SANTA. In vista della Settimana Santa, i vescovi svizzeri lanciano un appello alla solidarietà con i cristiani in Terra Santa. “Siamo tutti consapevoli – affermano i vescovi – della drammatica situazione in Israele e Palestina. La Terra Santa è però ben più vasta di questa regione in conflitto, perché comprende anche Siria, Libano, Giordania ed Egitto. In questi Paesi i cristiani danno spesso un esempio luminoso. Varie culture e religioni vi convivono pacificamente. Ci pare perciò importante prendere atto di questa realtà e sostenerla”. In concreto l’episcopato svizzero chiede ai fedeli di realizzare in vista della Settimana Santa una “colletta generosa” ed incoraggiano “a svolgere pellegrinaggi nei luoghi santi, per meglio conoscere le comunità cristiane sul posto. In tal modo aiuteremo queste persone non solo materialmente ma prenderemo sulle nostre spalle anche un po’ della paura che li attanaglia”. “Farsi pellegrini – aggiungono i vescovi – è foriero di speranza, ricorda la presenza d’una Chiesa viva e dà testimonianza di pace e riconciliazione in questa regione martoriata del globo”. Nel messaggio alla nazione, i vescovi svizzeri ricordano anche che i cristiani in Terra Santa sono “attori di riconciliazione” e “ciò è particolarmente bello e promettente, perché senza riconciliazione non c’è nessuna vera pace”. Da qui un appello alla preghiera. “All’inizio del tempo pasquale sollecitiamo tutti i cristiani ad unirsi in preghiera, “perché in Terra Santa trovino compimento la pace e la riconciliazione”. IRLANDA: A FIANCO DELL’ETIOPIA. Un gemellaggio con uno dei Paesi più poveri del mondo, l’Etiopia, caratterizza il percorso quaresimale della diocesi irlandese di Kildare-Leighlin che recentemente ha avviato la campagna di solidarietà “Ethiopia, help make poverty history” per venire incontro ai bisogni del popolo etiope. Al lancio era presente anche l’arcivescovo di Addis Abeba, mons. Berhaneyesus D. Souraphiel che ha ricordato “la generosità mostrata dal popolo irlandese in occasione del maremoto nel Sud-Est asiatico ma anche in altre occasioni e in diverse parti del mondo. Non posso dimenticare la risposta irlandese alla tragedia della carestia che venti anni fa ha colpito il mio popolo. Purtroppo questo problema ricorre ancora nel Paese. I problemi sembrano insormontabili ma la speranza non muore”. Parole che hanno trovato accoglienza nel saluto del coordinatore della campagna quaresimale, padre James Kelly, che ha chiesto per l’Etiopia, “denaro, preghiera e sostegno concreto non solo in questo tempo quaresimale ma per tutto il 2005”.