In Spagna sono il 79,3% (pari a 3.507.986 su un totale di 4.421.425) gli alunni che hanno optato per l’ora di religione cattolica nelle scuole pubbliche e private. I dati, riferiti all’anno scolastico 2004-2005, sono stati resi noti nei giorni scorsi dalla Commissione episcopale per l’insegnamento e la catechesi, che pubblica ogni anno un rapporto sull’opzione per l’insegnamento della religione cattolica a scuola. Rispetto all’anno passato erano il 77,5% – la percentuale si è alzata, fatto “molto significativo tenendo presente le difficoltà che sta attraversando la religione cattolica nella scuola”. Nelle scuole pubbliche la percentuale è la stessa dello scorso anno, ossia il 72,2%. Ma c’è una differenza tra l’educazione primaria (con l’84,7%) e l’educazione secondaria obbligatoria (53,5%), che perde otto punti percentuali rispetto all’anno passato. “Le condizioni accademiche attraverso cui si impartisce questo insegnamento in età così critiche come quelle degli alunni delle secondarie osserva la Commissione determinano la libera scelta di questa materia. La discriminazione è risaputa: mentre gli studenti di religione ricevono la formazione religiosa, il resto degli alunni frequentano materie senza valore accademico, senza nessun tipo di valutazione e senza bisogno di studiare, nel migliore dei casi”. Diversa è chiaramente la situazione della scelta nelle scuole cattoliche: il 99,5% degli alunni, ossia 1.983.820. Nelle scuole di “titolarità civile” sono invece l’81,7%, in aumento di un punto. “La sensibilità dei genitori e degli alunni al valore trascendente dell’ora di religione conclude la commissione sta diventando sempre più evidente in ogni tipo di scuola”.