Gran Bretagna: no al commercio di ovociti ” “

“In un paese civilizzato come l’Europa è immorale, ingiusto e degradante che si commerci in esseri umani. Le cellule staminali possono essere ottenute da fonti diverse dagli embrioni usati in terapia”, con queste parole Paul Tully, portavoce della “Società per la protezione dei bambini non nati”, una delle più importanti organizzazioni del Movimento per la vita della Gran Bretagna, condanna il commercio di ovociti tra Gran Bretagna e Romania. L’accordo commerciale firmato tra il “Bridge Center” di Londra e la clinica rumena “Global Art” prevede l’importazione di ovociti rumeni non solo per la fecondazione artificiale ma anche per la produzione di embrioni attraverso la clonazione. Lo scambio continua da anni, benché la Gran Bretagna violi con questo accordo una direttiva del parlamento europeo del 2003. Per il momento il commercio è stato interrotto dalla “Human Fertilization and Embriology Authority”, l’ente britannico regolatore di questa materia, che chiede al centro rumeno di rilasciare maggiori informazioni ai donatori, ma il commercio potrebbe riprendere in futuro. Secondo Tully “trattare gli esseri umani come sostanze di laboratorio che vengono comprate, vendute e date via lede i diritti umani fondamentali ed è un grave assalto alla dignità di esseri umani”. “La scienza ha molte sfide nel proprio futuro” aggiunge “e può trovare alternative al traffico di embrioni umani, una realtà immorale”.