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Messaggi per la vita a coloro che non vi credono più” è il titolo scelto dal quotidiano cattolico francese La Croix (1/2) per il servizio che presenta la “Giornata nazionale di prevenzione” del suicidio in programma sabato 5 febbraio. “ Negli ultimi trent’anni il numero dei suicidi ha conosciuto in Francia un aumento considerevole – spiega il giornale – … Secondo le statistiche ufficiali si è passati dai 7834 suicidi del 1970 ai 10.405 del 1980. Dopo una punta di 12.525 nel 1986, queste cifre si sono stabilizzate attorno a una media di 10.000 decessi alla fine degli anni Novanta. Nel 2001 si è arrivati a 10.440“. Il giornale ricorda che “ su scala mondiale il numero di persone che si danno la morte è stimato in un milione per anno“. Quanto alle risposte e alle attività preventive, La Croix afferma: “ … non siamo ancora arrivati oggi al cuore della risposta alla depressione, dal punto di vista medico o psicoterapeutico. Abbiamo tuttavia visto molti proporre, per esempio, una ricerca sul senso della vita”. Viva inquietudine sullo stato di salute di Giovanni Paolo II“, titola Le Monde (3/2), portando l’attenzione sui problemi di una futura successione. “ La scelta del prossimo Papa sarà dettata da criteri di prudenza“, titola lo stesso quotidiano il servizio di approfondimento, nel quale parla del “ cardinale tedesco Josef Ratzinger quale figura di ‘grande elettore’ incontestato al conclave che deciderà il successore“. Anzi, azzardando una qualche previsione, il giornale scrive: “ Da qualche settimana, articoli di stampa fanno di Ratzinger, malgrado i suoi 77 anni, uno dei favoriti all’elezione”. Il quotidiano italiano Avvenire (3/2) risponde con un editoriale intitolato: “ Il Papa c’è ed è in cattedra“. “ Il Papa è in cattedra, al Gemelli, ma è in cattedra, nella cattedra di cui il mondo evidentemente ha oggi bisogno. Non a caso si guarda a quella finestra da tutti i continenti”. Una sfida aperta alle tendenze in atto pro-eutanasia viene dal The Catholic Herald (28/1), che apre a tutta pagina con due immagini (un bambino nella culla termica e un anziano gravemente malato) e il titolo “ La Chiesa dice ai Laburisti: ‘Tu non ucciderai (Thou shalt not kill)“. “ La Chiesa cattolica – scrive Simon Caldwell – ha drammaticamente accentuato la sua pressione sul Governo perché sia stralciata la sezione della legge che potrebbe condurre a una diffusa pratica dell’eutanasia per omissione“. L’arcivescovo Peter Smith di Cardiff afferma che “ non è soddisfatto dagli emendamenti al progetto di legge sulle capacità mentali (Mental Capacity Bill) promessigli dal Governo il mese scorso, e che quindi ha chiesto ulteriori cambiamenti“. Le preoccupazioni del giornale riguardano evoluzioni in stile olandese, dove “ i medici ammettono che hanno soppresso bambini neo-nati“. Lo stesso mons. Smith ha chiesto che il progetto di legge “ escluda direttive esplicite ai medici per l’uccisione di pazienti tramite sospensione di cibo e di liquidi“. A pochi giorni dal ricordo dell’Olocausto, ecco la visita del presidente tedesco Köhler in Israele. La Frankfurter Allgemeine Zeitung (3/2) così commenta: “ Neanche Köhler ha saputo trovare in Israele frasi nuove da dire come tedesco. Ma nella Knesset non è intervenuto un politico di professione, abituato a mostrare sbigottimento quando serve. Köhler ha parlato di un lungo viaggio che nelle ultime sei settimane l’ha portato da Auschwitz a Gerusalemme, passando per Berlino, passando dunque attraverso i capitoli più oscuri della storia tedesca. In tutte queste tappe si è visto come rimanesse colpito dal confronto diretto con i testimoni e le testimonianze. Ma la sua fede nella capacità dei tedeschi di imparare dal passato e nella stabilità della democrazia tedesca è rimasta intatta. Anche nella Knesset, egli ha dichiarato la sua sostanziale fiducia nella forza interiore, anche morale, dei tedeschi“. Su Die Welt, Jacques Schuster scrive, riferendosi alle diverse posizioni di Germania ed Israele rispetto alla questione irachena e al terrorismo: “ Il passato non è più importante che aveva ancora anni fa, anche se può sempre creare irritazione. I tedeschi sembrano non averlo ancora capito. Continuano a pensare soprattutto ai vecchi crimini, quando si occupano di Israele. Lasciano con sollievo il Medio Oriente se dalle loro labbra sono sgorgate le frasi universalmente note della colpa e della vergogna. Quasi nessuno si accorge che non è il passato ad aggravare il rapporto, ma il futuro. Superficialmente, i rapporti potranno pure essere buoni più che mai: ma in profondità sono fragili.” ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1360 N.ro relativo : 9 Data pubblicazione : 04/02/05