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Nel 2005 un passo avanti ” “per Bulgaria, Romania,” “Croazia e Turchia?” “
Se il 2004 è stato l’anno del “grande allargamento” dell’Unione europea verso Est e il Mediterraneo, con l’ingresso di dieci nuovi Stati membri, il 2005 potrebbe portare sulla soglia comunitaria altri quattro paesi: Bulgaria, Romania, Croazia e Turchia. Quattro paesi in marcia verso l’Unione. Per Bulgaria e Romania i giochi sono fatti. Il Consiglio europeo dello scorso dicembre ha definitivamente fissato la data dell’arrivo dei due nuovi “soci” al 1° gennaio 2007. Nella stessa sede non sono mancati nuovi solleciti a Sofia e Bucarest affinché completino il processo di modernizzazione della struttura statale, della legislazione, dell’amministrazione interna. Eppure dai Venticinque sono giunti ampi riconoscimenti ai grandi passi compiuti dai questi paesi ex comunisti verso l’Ue. Lo stesso vertice di Bruxelles, prendendo atto dello “status” di Paese candidato della Croazia (deciso nel giugno precedente), ha dato il via libera per l’apertura dei negoziati nella primavera prossima: anche per Zagabria la meta della bandiera blu con dodici stelle sembra raggiungibile. Infine la stessa riunione dei capi di Stato e di governo ha affrontato il nodo-Turchia. Dopo una discussione accesa, a tratti tesa, si è stabilito che entro il primo semestre del 2005 la Turchia debba estendere a Cipro il Protocollo dell’accordo doganale e commerciale, riconoscendo di fatto la Repubblica cipriota. Il documento finale del summit conferma al 3 ottobre prossimo il “taglio del nastro” per i negoziati di adesione, che dureranno almeno dieci anni: resta comunque la “clausola sospensiva” del riconoscimento di Cipro. Ma se questi passaggi appaiono oggi essenziali per ampliare i confini dell’Unione, va detto che il processo di allargamento verso est parte da lontano. Risalgono ai Consigli di Copenaghen (1993) e di Essen (1994 e 1999) le strategie pre-adesione stabilite allora per avvicinare a Bruxelles quei paesi liberatisi da poco dall’influenza sovietica (la data simbolo in questo caso è il 1989, con la caduta del Muro di Berlino). In quelle sedi furono anche fissati i criteri di Copenaghen ossia i requisiti da soddisfare per ottenere l’accesso all’Ue e potenziati i programmi e i fondi Phare e Sapard, per superare le difficoltà politiche, economiche e sociali eredità dal comunismo. Popolazione, economia e Stato: identikit dei candidati. Naturalmente per ogni Paese candidato viene aperto uno specifico negoziato, trattandosi di situazioni di partenza diverse. Un breve profilo della Bulgaria denota, ad esempio, che si tratta di un paese di 110mila chilometri quadrati, con poco meno di 8 milioni di abitanti. La popolazione è in lieve decremento; la religione più diffusa è la cristiano-ortodossa, con una significativa minoranza musulmana (12%). La struttura dello Stato corrisponde a una repubblica parlamentare; la Costituzione risale al 1991. Per quanto riguarda l’economia, prevalgono i settori dei servizi e dell’industria pesante; l’agricoltura mantiene livelli di occupazione (non di reddito) abbastanza elevati. La disoccupazione era, secondo i dati del 2003, oltre il 14%. La Croazia occupa una superficie di 56mila kmq, con una popolazione di poco superiore ai 4 milioni (maggioranza croata con minoranze di serbi, bosniaci, ungheresi, sloveni). La religione cattolica è diffusa presso i tre quarti degli abitanti. Lo Stato è organizzato come una repubblica parlamentare e la Costituzione, varata nel 1990, è stata emendata già tre volte. L’economia è piuttosto solida, con prevalenza di industria e servizi e una consistente dotazione di strutture ricettive per il turismo. La Romania, estesa per 238 kmq, conta circa 21 milioni di abitanti. Al prevalente gruppo etnico romeno, si affiancano l’8% di ungheresi e quasi il 2% di rom. La religione diffusa a larga maggioranza è l’ortodossa. Politicamente la Romania è una repubblica semi-presidenziale; la Costituzione in vigore è del 2003. Per quanto attiene l’economia, si rileva un apparato industriale piuttosto consistente ma obsoleto, mentre stanno sorgendo nuove fabbriche installate da società estere. Elevato il tasso di inflazione, mentre la disoccupazione è inferiore alla media Ue. L’ultimo paese candidato è la Turchia, di gran lunga il più esteso (780mila chilometri quadrati) e il più popoloso (68 milioni di abitanti). Molto elevato il coefficiente di mortalità infantile (36 per mille) e di analfabetismo (18%). La popolazione è così ripartita: 78% turchi, 20% curdi, 2% rimanente distribuito fra greci, armeni e arabi. La religione musulmana è professata dal 98% degli abitanti. Ankara è la capitale di una repubblica parlamentare; la Costituzione è del 1982, emendata, in senso più democratico, nel 2001. L’economia, piuttosto arretrata, si fonda su industria, servizi e agricoltura; il tasso di inflazione è elevato. Il tasso di crescita dell’economia cresce e lascia intravedere buoni risultati nel breve e medio termine. ———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1357 N.ro relativo : 6 Data pubblicazione : 26/01/05