I fondi strutturali e le politiche regionali quali “strumenti privilegiati” per far crescere l’Europa, per avvicinare i nuovi Stati membri ai Quindici, per rilanciare i settori produttivi e il lavoro in varie aree dell’Unione. Danuta Hübner, Commissario alle politiche regionali, ha presentato in settimana a Bruxelles i risultati 2004 riguardanti l’utilizzo dei fondi strutturali e i vari strumenti di coesione promossi dall’Ue. “Da quando sono stati istituiti i Fondi strutturali, gli impegni di bilancio e i pagamenti non avevano mai raggiunto in un esercizio importi così elevati – chiarisce la relazione della commissaria -. Le domande di pagamento degli Stati membri hanno superato le risorse finanziarie, rendendo necessario l’accordo del Consiglio e del Parlamento in merito ad un importo supplementare di 2,4 miliardi di euro, integralmente utilizzati”. Dagli Stati membri, e in particolare dall’Est, giunge un numero crescente di domande di accesso ai fondi, che rappresentano uno dei principali mezzi con i quali l’Unione persegue i suoi obiettivi di “inclusione” delle regioni meno sviluppate. “L’assorbimento dei fondi strutturali nei nuovi Stati membri è proceduto rapidamente. In Ungheria, ad esempio, da maggio a novembre sono state presentate 15.620 domande relative a progetti, di cui 3.705 sono state approvate dalle autorità ungheresi. In Polonia è stato approvato il finanziamento di diversi impianti di approvvigionamento idrico e di trattamento delle acque reflue nonché di tratti di due autostrade”. D’altro canto “negli Stati membri dell’Unione a 15, nel 2004 è risultato inutilizzato meno dell’1% degli impegni del 2002”. Secondo la Hübner, “i fondi strutturali investono nel futuro di un’Unione più competitiva. Il tasso di assorbimento degli impegni e dei pagamenti di quasi il 100% nel 2004 dimostra che i fondi sono utilizzati bene e che sono necessari per lo sviluppo economico regionale. Ciò vale soprattutto per i nuovi Stati membri, i cui risultati soddisfano le nostre aspettative”.