Aumenta il numero degli euro falsi ritirati dalla circolazione nei 12 paesi che hanno adottato la valuta comune, ma la cifra resta modesta rispetto all’entità del fenomeno pre-moneta unica. L’Ufficio antifrode di Bruxelles (Olaf) ha diffuso i dati delle contraffazioni: erano 2.339 nel 2002, anno di introduzione dell’euro; 26.191 i pezzi ritirati nel 2003; la cifra è salita a 74.564 nel corso del 2004. Negli ultimi dodici mesi, le Banche centrali nazionali hanno ritirato dalla circolazione, in collaborazione con le autorità competenti e le forze dell’ordine, 858 pezzi da 50 centesimi, 9.103 da 1 euro, 64.603 da 2 euro. L’attività di controllo spetta alla Banca centrale europea di Francoforte, in collaborazione con gli Istituti centrali dei singoli Stati. Secondo la relazione dell’Olaf, “il pezzo da due euro è il più contraffatto. Il conio tedesco è quello maggiormente riprodotto nel 2004, seguito dalla ‘faccia’ nazionale della Francia, della Spagna, del Belgio, dell’Italia, dell’Austria”. Le monete ritirate sono comunque una esigua minoranza rispetto ai 55 miliardi di pezzi autentici circolanti. Le autorità hanno anche scoperto negli ultimi dodici mesi tre laboratori che producevano monete contraffatte, due in Italia e uno in Spagna. Resta invece il problema della contraffazione dei biglietti, che risulterebbe, stando agli ultimi dati, più semplice oltre che più “conveniente” per i falsari. Nel corso del 2004 sono state ritirate dal mercato 594.000 banconote, ripartite sui diversi tagli da 5, 10, 20, 50 e 100 euro. Più rare le falsificazioni dei biglietti da 200 e 500 euro, generalmente sottoposti a maggiori controlli da parte degli sportelli bancari, dei cittadini e dei commercianti.