unione europea" "

Una, cento, mille capitali ” “

Sono molte le città che aspirano al titolo di capitale europea. ” “Un desiderio destinato a restare insoddisfatto ” “” “

Un’Europa, cento, mille capitali. Mentre prosegue il cammino di 25 Stati (che domani saranno 27, 28, 30 o più) verso l’integrazione economica e sociale e l’unità politica, resta un nodo, apparentemente poco importante, da sciogliere: qual è la capitale dell’Unione europea? Inutile cercare risposte nei Trattati e nel diritto comunitario. Una miriade di città aspira alla “corona”, ma nessuna scelta può – e forse nemmeno deve – essere operata. E il “virtuoso paradosso” resterà tale. ieri e oggi, unità nella diversità. In effetti l’Europa del passato, così come quella di oggi, ha avuto uno sviluppo storico fortemente legato alle città. È una crescita anzitutto urbana quella del continente, che trova d’accordo studiosi di varie discipline: demografi, storici dell’economia, architetti e studiosi d’arte, uomini di scienza e di fede. Dall’antica Atene fino alla Roma dei Cesari, salendo attraverso medioevo, età moderna e contemporanea, il “volto”, anzi i volti dell’Europa, si sono rispecchiati nelle sue città: Parigi, Londra, Madrid, Vienna, San Pietroburgo, Mosca, Berlino… Città di mare e centri fortificati; capitali dell’Occidente e avamposti a Oriente; campanili e torri; botteghe artigiane e municipi; arte gotica e capolavori romanici. Eppure una sola Europa. Così l'”unità nella diversità” che oggi troviamo inscritta nella nuova Costituzione quale “motto” dell’Ue, mostra radici profonde. Dinanzi a questa realtà, anche i “padri fondatori” della Comunità e i loro successori si sono trovati nell’impossibilità di decidere. Non può esistere – è convinzione diffusa – una sola “capitale europea”. Bruxelles, Strasburgo, Schengen, Laeken, Nizza… La storia dell’integrazione comunitaria, che passa dalla Ceca alla Cee, fino all’Unione europea, ha confermato la regola. È una lunga vicenda costellata di vertici e trattati che portano di frequente il nome di una città. Maastricht, Amsterdam, Nizza, Schengen, Copenaghen o Laeken, sono solo alcuni nomi-simbolo dei più recenti sviluppi dell’Ue. Per la verità, due realtà urbane ricorrono più di altre nella vita dell’Unione. La prima è Bruxelles, che accoglie i palazzi del Consiglio europeo e della Commissione, oltre a una “sede di lavoro” del Parlamento, più una quantità infinita di comitati, uffici, consigli e rappresentanze. La seconda è Strasburgo, capoluogo della regione francese dell’Alsazia, che annovera la sede del Parlamento europeo, oltre al Consiglio d’Europa e alla Corte europea dei diritti dell’uomo (benché queste due ultime, importanti, istituzioni non siano parte integrante dell’Ue). Ciascuna di queste due città si dichiara “capitale”, “cuore d’Europa”, atteggiandosi sul piano “stile” a vero centro nevralgico del continente. Se poi si cercano altre capitali “istituzionali”, non possono essere trascurate Lussemburgo, sede della Corte di giustizia dell’Ue, del segretariato del Parlamento e della Banca europea degli investimenti e Francoforte, “cuore finanziario” dell’Unione, con gli uffici della Banca centrale europea. Benché anche Roma vanti il primato di aver tenuto a battesimo i due trattati principali: quello che istituiva la Cee e l’Euratom, il 25 marzo 1957, e il recentissimo Trattato costituzionale, firmato in Campidoglio il 29 ottobre 2004. Dalla cultura fino alle agenzie periferiche. L’elenco è ancora lungo. “Capitale europea della cultura” si definisce, infatti, la città prescelta ogni anno dall’Ue quale simbolo della molteplicità delle espressioni artistiche, letterarie, musicali, comunicative europee. Nel 2005 i riflettori sono puntati su Cork (Irlanda), mentre lo scorso anno al centro del palcoscenico c’erano Lille (Francia) e Genova (Italia). Per il 2006 la scelta ricadrà su Patrasso (Grecia). Assumono rilevanza, in questo “tour delle capitali”, tutte le iniziative studiate per far conoscere l’Ue e per avvicinare le istituzioni ai cittadini: i tre Centri nazionali di informazione (Parigi, Lisbona e Roma), i 140 Info-Point sorti in altrettante città dei 15 Stati membri-pre allargamento, e che attendono altre sedi nei 10 nuovi aderenti e nei paesi candidati. Accanto a questi, l’Ue promuove 129 Centri di informazione e di animazione rurale, 544 Centri di documentazione presenti nelle università, gli uffici nazionali di rappresentanza del Parlamento e della Commissione in ogni capitale e nelle principali città dei 25 (Monaco di Baviera, Barcellona, Marsiglia, Edinburgo…). Si può infine apprendere la geografia scorrendo l’elenco delle sedi delle agenzie europee (organi creati dall’Ue per sostenere il processo legislativo e i compiti delle istituzioni). L’Agenzia europea dell’ambiente, ad esempio, ha trovato casa a Copenaghen, quella per la formazione professionale a Torino (Italia), mentre l’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno è ad Alicante (Spagna). L’Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo è a Vienna, mentre quello sulle tossicodipendenze a Lisbona. Ma esistono Agenzie anche a Londra, Lussemburgo, Bruxelles, Bilbao (Spagna), Parma (Italia), Angers (Francia), Tessalonica (Grecia).