Con un comunicato diffuso nei giorni scorsi, l’ufficio di coordinamento della Conferenza episcopale austriaca per lo sviluppo internazionale e per la missione (Koo) si è pronunciato sulla proposta di moratoria dei debiti nei confronti dei Paesi colpiti dallo tsunami il 26 dicembre scorso. “Questa moratoria rappresenta un gesto positivo ma non è la soluzione dei problemi”, ha commentato Heinz Hödl, direttore del Koo. “Per Paesi fortemente indebitati, come l’Indonesia, ciò è assolutamente insufficiente; solo una remissione completa dei debiti può costituire un aiuto a lungo termine. è ora che le procedure dei debiti vengano sottratte ai Paesi creditori, che perseguono in primo luogo i propri interessi”, ha aggiunto Hödl, che per l’Indonesia ha chiesto a nome del Koo una “conferenza sui debiti globale, diretta da un’istanza apartitica, in cui tutti i debiti bilaterali e multilaterali del governo indonesiano vengano discussi”. Il Koo ha espresso altresì delusione “per la risposta negativa data dall’Austria all’ultimo appello dell’Onu a partecipare finanziariamente alle azioni comuni. Proprio davanti ad una catastrofe di questa portata sono indispensabili coordinamento e professionalità di buon livello”, da anteporre alla “propria affermazione”. Pertanto, il Koo “esorta il governo federale a cooperare maggiormente, a livello internazionale e in Austria, con organizzazioni professionali, utilizzando il proprio know-how al fine di garantire il miglior sostegno possibile alle vittime”.