Il 2005 dovrebbe essere un anno-chiave per il processo di ratifica del Trattato costituzionale dell’Unione, di cui si occupa il Parlamento riunito a Strasburgo dal 10 al 13 gennaio. Infatti i Paesi membri devono provvedere a dare il via libera al testo seguendo le proprie regole costituzionali, mediante voto parlamentare o tramite referendum. L’entrata in vigore può avvenire solo se tutti gli Stati che fanno parte della comunità daranno il via libera alla Costituzione. Fonti dell’Ue rendono noto lo “stato” del processo di ratifica. Due Stati si sono già espressi favorevolmente mediante voto parlamentare: la Lituania e l’Ungheria. “Ad oggi (gennaio 2005) l’organizzazione di un referendum è prevista in 9 Stati membri, ma le date precise sono state fissate unicamente per due di essi: Spagna (20 febbraio) e Lussemburgo (10 luglio 2005). In Francia, il referendum dovrebbe svolgersi prima dell’estate 2005 e nei Paesi Bassi nel corso del primo semestre 2005. In Portogallo il referendum sarà ritardato a causa delle elezioni legislative anticipate di febbraio. Nel Regno Unito e in Danimarca i referendum sono previsti per l’inizio 2006. Non è stata ancora fissata una data in Polonia e in Irlanda”. Invece “in due Stati membri, la Germania e il Belgio, il referendum non è previsto dalla Costituzione nazionale, di conseguenza è al momento improbabile che si ricorra a tale strumento di ratifica. Nella Repubblica ceca probabilmente si ricorrerà a un referendum, ma la decisione non è ancora stata presa”. Infine “undici Stati si pronunceranno per via parlamentare, nella maggior parte dei casi nel corso del 2005: Austria, Cipro, Estonia, Finlandia, Grecia, Italia, Lettonia, Malta, Slovacchia, Slovenia, Svezia”.