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L’impegno dei Venticinque” “

Riconfermata la fiducia dell’Europa nel coordinamento Onu” “” “

“Gli europei sono al fianco dei popoli dell’Asia in questa enorme tragedia. Siamo uniti nel lutto per tutte le vittime. Esprimo il nostro fermo impegno a soccorrervi nell’ora del bisogno. Faremo tutto il possibile per aiutarvi a superare questa tragedia”. Il presidente della Commissione europea, JOSÉ MANUEL DURAO BARROSO , ha espresso così, al vertice Asean del 6 gennaio a Giacarta (Indonesia), la vicinanza dei Venticinque alle nazioni colpite dal maremoto del 26 dicembre. RISORSE PER AFFRONTARE L’EMERGENZA E LA RICOSTRUZIONE. In questi giorni l’Ue è impegnata a trovare le vie più efficaci per portare interventi d’urgenza nel Sud Est asiatico, confermando però “la piena volontà a sostenere, nel lungo periodo, lo sforzo per la ricostruzione delle regioni sommerse dallo tsunami”. I primi interventi d’urgenza erano stati decisi dalla presidenza di turno del Consiglio Ue, affidata fino al 31 dicembre ai Paesi Bassi, quindi al Lussemburgo. Ai 23 milioni di euro messi immediatamente a disposizione, tramite Echo (Ufficio per gli aiuti umanitari di Bruxelles), di Croce rossa, Ong, Unicef e autorità dei Paesi colpiti, si sono aggiunti i fondi provenienti dai singoli Stati membri. Ma i vertici comunitari, che hanno finalmente trovato una formula di collaborazione rapida e concreta dopo le prime incertezze di fine dicembre, hanno lasciato intendere sin da lunedì 3 gennaio che si sarebbero trovati nuovi fondi nel bilancio dell’Unione. OLTRE L’EMERGENZA, PENSARE ALLA RICOSTRUZIONE. Così Barroso ha potuto spiegare durante il vertice straordinario dell’Asean di Giacarta, che i 25 intendono predisporre “un pacchetto supplementare di aiuti fino a 450 milioni di euro per contribuire all’opera di soccorso alle vittime”. Salirebbe così a 1,5 miliardi di euro l’importo complessivo dell’assistenza fornita dall’Unione europea e dai Paesi membri. Nella stessa sede il leader dell’Esecutivo ha chiarito che “verrà proposta una linea di credito denominata ‘Maremoto nell’Oceano indiano’, pari a un miliardo di euro, gestita dalla Banca europea per gli investimenti”. Barroso ha poi sottolineato che “non deve esservi soluzione di continuità tra l’assistenza umanitaria prestata in questo momento e la successiva fase di ricostruzione, i cui costi saranno noti probabilmente a marzo”. “L’EUROPA RESTERÀ ACCANTO AI POPOLI DEL SUD EST ASIATICO”. A Giacarta erano presenti nella delegazione ufficiale Ue anche Jean-Claude Junker, primo ministro lussemburghese e presidente di turno Ue, il commissario agli aiuti umanitari Louis Michel e il ministro della cooperazione del Granducato, Jean-Louis Schiltz, per rappresentare il Consiglio dei ministri. “Io sono qui perché l’Europa è con voi”: questo il messaggio che a nome dell’Unione ha portato JEAN CLAUDE JUNKER all’incontro in Indonesia. Il Vecchio continente “è impegnato – ha aggiunto il premier lussemburghese – mediante le istituzioni comunitarie, i governi nazionali, le organizzazioni non governative, le associazioni e i singoli cittadini. È un segno di partecipazione sincera e di solidarietà” verso le popolazioni vittime della furia della natura. Egli ha anche ringraziato “i Paesi di questa regione per l’assistenza fornita ai cittadini europei nella ricerca dei loro parenti e amici, vittime della stessa catastrofe”. Junker ha infine aggiunto che “di fronte a una sfida di tale ampiezza è evidente che occorre rivolgersi all’Onu, alla sua legittimità e alla sua esperienza, affinché assuma un ruolo di coordinamento globale delle azioni” a breve e lungo termine. PIENA COLLABORAZIONE TRA I VERTICI DELL’UNIONE. Di ritorno dall’Indonesia, è toccato alla delegazioni Ue riferire all’incontro di venerdì 7 gennaio a Bruxelles fra i ministri degli esteri, della cooperazione e della sanità, circa le decisioni assunte a Giacarta, compresa la generale volontà riscontrata di “lasciare il coordinamento delle operazione di emergenza e della futura ricostruzione all’Onu”. Nella medesima riunione si è anche discusso della possibilità di ridurre o condonare il debito pubblico degli Stati che hanno subìto la tragedia del maremoto. L’Ue sta inoltre pensando alla istituzione di una “forza di reazione immediata” in caso di calamità o emergenze naturali, da utilizzare sia sul fronte interno che sulla scena internazionale. È stato quindi proposto di esaminare prossimamente la possibilità di “un migliore coordinamento dei mezzi militari attraverso gli organismi appropriati – si legge nel documento discusso a Bruxelles -, per una disponibilità efficace a sostegno dell’Ocha”, ossia dell’Ufficio per il coordinamento degli aiuti umanitari che fa capo alle Nazioni unite. Sempre l’emergenza-maremoto è al centro dei lavori del Parlamento europeo, riunito a Strasburgo dal 10 al 13 gennaio, e della Commissione. L’Ue è stata invitata alla Conferenza dei donatori, tenutasi l’11 gennaio a Ginevra sotto l’egida Onu.