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Anche per gli uomini europei” “

Sfogliando il diario del 2005 del mondo ritroviamo degli eventi che hanno suscitato una grande domanda. Abbiamo iniziato l’anno con le pagine dei giornali dedicate allo tsunami del Sudest Asia. La natura creerà altre tragedie nei mesi seguenti come quella dell’uragano di New Orleans. Il terrorismo continua a ferire il corpo dell’umanità: il 7 luglio l’Europa rimane attonita davanti agli attentati di Londra. Anche altri fatti, meno spettacolari, ma decisivi per il futuro dell’umanità si confermano nell’anno passato: l’emergere della Cina e dell’India sui mercati e la politica mondiali; il migrare dei popoli che genera un nuovo confronto tra culture, etnie e religioni; lo sviluppo tecnico scientifico, specie delle biotecnologie, che diventa sempre più capace di decidere della persona umana stessa: non passa giorno in cui non siamo confrontati con le problematiche etiche legate a questi sviluppi. Il diario dell’Europa ci ha presentato lo shock politico e culturale del no francese (29 maggio) e olandese (1° giugno) al trattato costituzionale europeo. Esso costringe a un ripensamento e un approfondimento dell'”idea” della costruzione europea. L’Europa appare un cantiere complicato e sembra emergere la paura di essere in mezzo al guado. Ma gli eventi del 2005 che sembrano restare più sigillati nel cuore dell’umanità intera sono la morte di Giovanni Paolo II e l’elezione di Papa Benedetto XVI. I media hanno mostrato come lo sguardo del mondo intero erano rivolti a quel padre che senza riserve, fino alla passione finale, testimoniava: “non abbiate paura ad aprire le porte a Cristo”. Il suo successore ha preso con coraggio il testimone e subito i giovani lo hanno seguito a Colonia e sulle tracce delle sue parole. L’elenco dei “segni” del 2005 naturalmente potrebbe continuare a lungo: abbiamo fatto memoria del 60° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale e della liberazione di Auschwitz. L’8 dicembre abbiamo celebrato il 40° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II. Un’altra morte ci ha impressionati: quella di fr. Roger, durante la preghiera nella chiesa della Riconciliazione di Taizé, a causa di un incredibile gesto violento… Questi accadimenti possono essere considerati come dei veri “segni dei tempi” indicanti che è l’ora anche per gli europei di rimettersi in cammino per ritrovare una nuova luce. Forse eravamo illusi che tutto fosse stato rischiarato dalla ragione ereditata dal secolo dei lumi e dalle scienze. È soprattutto la immane potenza del male che ci mette in crisi. Dobbiamo rimetterci in cammino per trovare un senso al vivere ed alla storia; per trovare qualcuno a cui affidare la propria vita in grado di rispondere al desiderio di esistere, di felicità, di amore e di eternità; per trovare un bene in grado di fondare una convivenza pacifica e giusta fra i popoli e le culture. Finalmente si tratta della ricerca di Dio. Anche se nel “mercato europeo” ci sono persone che sembrano snobbare il problema o almeno si mostrano indifferenti, sempre più persone attendono Dio. Mi auguro per il 2006 una Chiesa che sappia comprendere questa domanda degli uomini e delle donne contemporanei e sappia mostrare con autenticità che la vita apertaci da Gesù Cristo risponde alle attese profonde della persona umana. Giovanni XXIII nel discorso di apertura del Concilio (11 ottobre 1962) aveva detto : “Dalla rinnovata, serena e tranquilla adesione a tutto l’insegnamento della Chiesa, lo spirito cristiano cattolico ed apostolico del mondo intero attende un balzo innanzi verso una penetrazione dottrinale e una formazione delle coscienze; è necessario che questa dottrina certa e immutabile, che deve esser fedelmente rispettata, sia approfondita e presentata in modo che risponda alle esigenze del nostro tempo“.