COSTITUZIONE EUROPEA" "

Riprenderà il dibattito” “

Un segnale incoraggiante dal Parlamento europeo” “

“Il Parlamento europeo ribadisce il suo impegno a giungere, senza ingiustificati rinvii, a una soluzione costituzionale per il futuro dell’Europa che rafforzi la democrazia parlamentare e lo stato di diritto, sancisca i diritti fondamentali e potenzi la capacità dell’Unione di agire in modo efficace all’interno e all’esterno”. Mentre i capi di Stato e di Governo erano alle prese con il bilancio pluriennale dell’Unione, dalla sede del Parlamento Ue si levava un segnale inequivocabile per la ripresa del dibattito sulla Costituzione, interrotto proprio da una decisione assunta dal Consiglio Ue nel mese di giugno, all’indomani dei “no” francese e olandese al Trattato fondamentale. Forum parlamentari e dibattito fra i cittadini. La commissione per gli affari costituzionali dell’Assemblea ha infatti approvato il 15 dicembre il progetto di relazione, steso dai deputati Andrew Duff (Regno Unito) e Johannes Voggenhuber (Austria), che sostiene la “necessità di disporre di una Costituzione entro il 2009”. Nel testo si assegna al Parlamento un “ruolo propulsivo – spiega Andrew Duff al Sir – per stimolare e strutturare il dibattito tra le istituzioni comunitarie, coinvolgendo i Parlamenti nazionali e i cittadini stessi”. Entro il primo semestre 2006 dovrebbero vedere la luce vari “forum parlamentari”, seguiti da “forum dei cittadini”, svolti a livello nazionale, per raccogliere posizioni, critiche, suggerimenti sul testo della Costituzione. Sulla base di questi, si dovrebbe tornare in sede Ue nel corso del 2007, per “decidere come fare dei passi avanti per giungere all’approvazione della Costituzione”. Carta fondamentale: ogni ipotesi è possibile. La relazione Duff-Voggenhuber, approvata in commissione a larghissima maggioranza (22 voti a favore, 2 contrari, 1 astenuto), sarà sottoposta al voto dell’Aula nella sessione plenaria di gennaio a Strasburgo. Il testo assume particolare rilevanza per due motivi: anzitutto tende a mettere in moto un processo di rilancio della Costituzione, mediante una partecipazione interistituzionale e democratica; in secondo luogo lascia aperte tutte le opzioni: “Abbandono del progetto costituzionale; seguito del processo di ratifica a livello nazionale; chiarificazione e modifica parziale del testo attuale, firmato il 29 ottobre 2004; riscrittura completa del Trattato costituzionale”. “È chiaro – spiega ancora l’eurodeputato Duff – che noi siamo favorevoli alla Costituzione, ma è pur vero che bisogna inventare qualcosa di nuovo. Non possiamo pretendere di sottoporre ai cittadini francesi e olandesi lo stesso testo bocciato mediante referendum pochi mesi fa. Dobbiamo immaginare che dal dibattito che intendiamo creare in tutta Europa emergano i punti deboli della Carta, che sono da modificare, tenendo fermi i principi e le riforme essenziali e condivise”. Gli obiettivi e i confini dell’Unione europea. Il lavoro dei deputati ha preso spunto anche dal fatto che la “pausa di riflessione” decretata dal Consiglio europeo non ha finora prodotto alcun risultato. Nel corso del semestre di presidenza inglese la questione non e mai stata affrontata; il vertice del 15 e 16 dicembre ha infine rinviato ogni discussione alla presidenza austriaca, quindi al primo semestre 2006, senza assumere impegni precisi. Nel frattempo la Commissione ha varato il cosiddetto “Piano D” (democrazia, dialogo, dibattito): il testo approvato in commissione parlamentare ne prende atto, ma invita l’Esecutivo “a non limitarsi a una strategia sulla comunicazione e a dimostrare una decisiva capacità di guida politica, in modo da aiutare l’Unione a emergere dalle sue attuali difficoltà costituzionali”. La relazione suggerisce che sia lo stesso Parlamento a pubblicare dei “documenti europei” su ciascuna “delle grandi questioni che l’Ue deve affrontare che potrebbero essere utilizzati come schema europeo” per il dibattito sulla Carta. Vi si elencano anche alcune “questioni prioritarie” per una riflessione a livello continentale: “Quali sono gli obiettivi prioritari dell’integrazione? Come definire i confini dell’Ue? Quale ruolo dovrebbe svolgere l’Europa nello scenario mondiale? Alla luce della globalizzazione, qual è il futuro del modello economico e sociale europeo”. Una riflessione a tutto campo sull’integrazione. La commissione competente – il cui lavoro deve ora passare al vaglio dei 732 europarlamentari – sostiene che “non è possibile continuare ad allargare l’Ue, dopo l’adesione di Bulgaria e Romania, sulla base del Trattato di Nizza”. Se ne desume che occorrano idee e progetti chiari, sia sul versante politico, che su quello istituzionale, identitario, socio-economico e dei finanziamenti. È inoltre doveroso coinvolgere “tutti i cittadini nella costruzione europea”: da qui il pressante invito rivolto agli Stati membri a organizzare i forum per i cittadini, riunioni pubbliche sostenute dai mass media, che sappiano fra l’altro dar voce alle autorità locali e regionali, ai partiti politici, ai partner sociali, alla società civile, al mondo della scuola e della cultura.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1439 N.ro relativo : 88 Data pubblicazione : 21/12/2005