“Cattolicesimo italiano e futuro del Paese”: questo il tema su cui si sono interrogati nei giorni scorsi a Roma uomini di cultura, esperti e studiosi della società e della Chiesa. Occasione del confronto, il VII Forum del Progetto culturale, momento di approfondimento in vista del Convegno ecclesiale di Verona (16-20 ottobre 2006). “Il rapporto dell’Italia con la fede cristiana”, non soltanto “risale alla generazione apostolica, alla predicazione e al martirio di Pietro e Paolo, ma anche attualmente è profondo è vivo”, e nel nostro Paese “la Chiesa conserva una presenza capillare, in mezzo alla gente di ogni età e condizione”. Queste, alcune delle parole rivolte da Benedetto XVI ai partecipanti alla 54ª assemblea generale della Cei lo scorso 30 maggio, dalle quali ha preso spunto il Forum che si aperto con la prolusione del cardinale presidente dei vescovi italiani Camillo Ruini che ha lanciato la proposta di “affidarsi al libero confronto delle idee, rispettandone gli esiti democratici pure quando non possiamo condividerli” per superare “lo stallo generato dalla contrapposizione tra i sostenitori e gli avversari dell’approccio relativistico in materia di etica pubblica, senza obbligare né gli uni né gli altri a recedere dall’agire secondo i propri convincimenti”. “La razionalità scientifica e funzionale – ha rimarcato Ruini – ha certo una sua legittimità” e “costituisce un fondamentale fattore di sviluppo”, ma “se dimentica il proprio carattere di scelta metodologica e pretende di costituire l’unica forma di conoscenza della realtà contraddice quel canone e quel limite che essa stessa si è giustamente imposta”. Oltre che di una “razionalità più larga” ha sottolineato ancora il presidente Cei, “abbiamo bisogno di un ethos più autenticamente umano” ispirato “all’amore concreto del prossimo”. “Questo – ha concluso – è anche oggi, nella sostanza, il grande compito che sta davanti a noi: un compito nel quale i cristiani laici hanno un ruolo essenziale e determinante” per rendere, secondo le parole di Benedetto XVI, “attraverso una fede illuminante e vissuta, Dio credibile in questo mondo”.