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Pensieri di Benedetto XVI sull’Europa” “
Ricevendo in udienza il 1° dicembre undici nuovi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, compresi quelli di Finlandia, Danimarca e Andorra, Benedetto XVI si è soffermato anche sul tema dell’Europa. Proponiamo i “pensieri europei” del Papa, stralciati dai discorsi rivolti ai tre diplomatici. “La Santa Sede ha seguito favorevolmente quest’apertura dell’Unione europea verso gli Stati dell’Europa orientale, poiché essa ha contribuito a superare la divisione dell’Europa, imposta arbitrariamente nel secolo scorso, che andava contro la vera identità del continente. Oggi occorre salvaguardare e approfondire attentamente questa unità ritrovata, che non può essere circoscritta all’istituzione di una grande area economica comune, ma che deve essere orientata soprattutto a far sì che il Progetto Europa tragga costantemente forza e slancio dalla sua storia millenaria e dalle sue radici filosofiche e religiose per il proprio futuro e per assolvere al proprio compito nel mondo. Nel nostro mondo fragile e denso di pericoli, l’Europa costituisce uno spazio vitale di benessere e di sicurezza. Da un punto di vista economico, essa rappresenta inoltre un continente ricco, destinato ad attrarre anche in futuro molte persone povere provenienti soprattutto dalle regioni svantaggiate dell’emisfero meridionale. L’Unione europea può vantarsi a ragione di essere un’unione di Stati democratici, che hanno creato un legame reciproco in forma tutta nuova. Ciò rappresenta un modello che può eventualmente essere imitato da altri gruppi di Stati, poiché appare sempre più necessario riunire le forze costruttive per poter affrontare le sfide della globalizzazione”. all’ambasciatore di finlandia, Pekka Ojanen “Andorra non può fare a meno di quelle radici che traggono dalla Buona Novella nutrimento e vigore morale e civile. È mio fervido auspicio che l’eredità cristiana continui ad essere motivo ispiratore dell’intera comunità, per la promozione di un ordine sociale basato sui valori della giustizia, della verità, della libertà e dell’amore. Una democrazia senza valori si trasforma in tirannia del relativismo, in una perdita della propria identità e, a lungo andare, può degenerare in totalitarismo aperto o insidioso, come la storia ha più volte mostrato”. all’ambasciatore di andorra, Antoni Morell Mora “In Danimarca, come in molti Paesi europei c’è un ampio dibattito sulle sfide connesse con l’immigrazione. Invito il popolo danese a dare il benvenuto ai nuovi arrivati nel loro territorio e confido anche che coloro che hanno trovato una casa in Danimarca rispettino i valori e le sensibilità della loro nazione ospitante. È mia fervente speranza che il dialogo ecumenico con la chiesa luterana inizi a compiere progressi significativi e confido che voi farete tutto ciò che è in vostro potere per incoraggiarlo. Sempre più, in vista del fenomeno dell’immigrazione, il dialogo interreligioso sta assumendo un significato crescente”. all’ambasciatore di danimarca, Sten Erik Mamlmborg Lilhot