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Al rapimento in Iraq della tedesca Susanne Osthoff sono dedicati diversi commenti della stampa tedesca. Tra questi, Jacques Schuster per Die Welt (30/11) scrive: “ Ed ora, la guerra in Iraq ha raggiunto anche i tedeschi. Per molto tempo hanno creduto che a chi non avesse truppe non sarebbe successo niente. La cattura di Susanne Osthoff dimostra il contrario. Né la neutralità, né la nazionalità hanno impedito ai terroristi di colpire. Persino la fede islamica di Osthoff non l’ha protetta“, osserva. “ Gli estremisti islamici non fanno differenze. Conoscono solo un oggetto dell’odio: l’Occidente. […] L’Iraq non fa eccezione, persino per i pochi volontari tedeschi che vi lavorano. Essi sono ora sotto l’obiettivo dei terroristi: la Germania deve essere messa sotto pressione, affinché interrompa qualsiasi contatto con il governo iracheno e la formazione di forze di sicurezza negli Emirati Arabi Uniti. Il nuovo governo di Angela Merkel viene messo alla prova. Il terrorista Al-Zarkawi… cercherà di imporre una politica di cedimento alla grande coalizione. Proprio questo rapimento dimostra che la passività non protegge dal terrorismo. Cedere ai terroristi equivale a rafforzarli“. E sulla Frankfurter Rundschau, Christoph Albrecht Heider annota: “ In questi giorni, in Iraq la violenza è il mezzo sperimentato per imporre interessi, siano essi di tipo politico, religioso o anche criminoso. In Iraq il terrorismo è imprevedibile. Questa consapevolezza non è nuova ma essa affiora ancora una volta amaramente, ora che la tedesca Susanne Osthoff e il suo autista sono stati rapiti. Con tutto ciò che si sa su di lei e sul suo impegno nel Paese, nessuno può pensare di considerarla in qualsivoglia modo una nemica degli iracheni o una rappresentante degli invasori. Ai rapitori Susanne Osthoff non interessa affatto. Qualsiasi scopo essi abbiano, se davvero chiedano la rottura dei rapporti diplomatici con la Germania o se semplicemente vogliano estorcere i soldi del riscatto, in ogni caso a loro non interessa affatto che persone come lei aiutino a mitigare la miseria del popolo iracheno“. Il vertice Euromed che si è svolto a Barcellona ha occupato le prime pagine dei quotidiani spagnoli degli ultimi giorni. Alcuni titoli del 29/11: “Fiasco al vertice di Barcellona, nonostante l’intenzione di Zapatero di ‘arrivare ad un accordo quale che sia’” ( Abc); “Zapatero di fronte al fiasco del vertice: ‘Bisogna arrivare ad un testo qualsiasi” ( El Mundo); “Il vertice di Barcellona fissa un codice contro il terrorismo” ( El Paìs); “Nel vertice euromediterraneo di Barcellona Zapatero dice ai suoi collaboratori: ‘Bisogna chiudere, bisogna chiudere in qualunque modo!” ( La Razòn); “Il vertice euromediterraneo si salva con un accordo al minimo” ( La Vanguardia); “Il vertice di Barcellona si chiude sotto il livello minimo” ( El Periodico). Nell’editoriale intitolato “ Codice di condotta” El Paìs indica come esito “più chiaro” del vertice di Barcellona “l’approvazione di un Codice di condotta antiterrorista” da parte dei 35 Paesi europei, arabi, Israele e Autorità palestinese, anche se “ si tratta di una collaborazione volontaria per scambiare informazioni”. Il quotidiano spagnolo segnala anche la scarsa presenza dei capi di Stato dei Paesi arabi al vertice. Secondo La Vanguardia “la realtà, al di là delle dichiarazioni, è che si constata una divergenza di fondo: gli Stati del Sud chiedono più aiuti mentre quelli del Nord vogliono subordinarli ai passi in avanti nella democratizzazione e nel buon governo”. Nell’editoriale intitolato “Vertice al minimo” El Periodico afferma invece che il vertice “si è chiuso con una dichiarazione al minimo da parte della presidenze, e non con un testo con il consenso di tutti i partecipanti”. L’indulgenza è, secondo il catechismo della Chiesa cattolica, ‘la remissione davanti a Dio della pena temporale per i peccati commessi’… non si tratta dunque di perdono, che è accordato tramite il sacramento della riconciliazione, ma delle riduzione della pena temporale richiesta, che si compie nel purgatorio secondo la teologia cattolica, in riparazione dei peccati“: lo scrivono su La Croix (29/11) Isabelle de Gaulmyn e Nicolas Seneze, commentando la decisione del Papa di concedere l’indulgenza plenaria per il 40° del Vaticano II. “ Questi chiarimenti teologici – proseguono nel commento – non impedirà le polemiche, soprattutto presso i protestanti, molto sensibili a questi temi”. ‘ La Chiesa cattolica continua a proporre formule teologiche del Medio Evo’, ha detto Jean Arnold de Clermont, presidente della Federation protestante di Francia”. Secondo il quotidiano cattolico francesi, “ al di là delle polemiche queste indulgenze sottolineano una volta ancora l’importanza estrema accordata da Benedetto XVI al Concilio“. L’inglese The Guardian (28/11) lancia l’allarme su un fenomeno sociale preoccupante: “ Senso di fallimento: il velo sull’autolesionismo dei teenager“. Nel servizio, ricco di dati e tabelle, si sottolinea che “ una ragazza su cinque ha fatto del male a se stessa volontariamente” e “molti soffrono per la cultura del ‘dovresti’ che porta sentimenti di inadeguatezza“.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1435 N.ro relativo : 84 Data pubblicazione : 02/12/2005