“Promozione della buona governance e dello sviluppo socio-economico nei Paesi che si affacciano sulle frontiere terrestri e marittime dell’Unione europea”. È questo l’obiettivo fondamentale della Politica europea di vicinato (Pev), inaugurata dodici mesi fa come uno dei primi atti di politica estera dell’attuale Commissione ed oggetto oggi di una prima valutazione nell’ambito di una Comunicazione adottata settimana scorsa dall’Esecutivo. Gli Stati partner delle Comunità in seno alla Pev sono i seguenti: Algeria, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Georgia, Israele, Giordania, Libano, Libia, Moldavia, Marocco, Autorità Palestinese, Siria, Tunisia e Ucraina. Il documento illustra i progressi realizzati “nella più giovane politica esterna dell’Unione” e fissa le priorità per l’anno prossimo: economia sociale di mercato, stato di diritto e democratizzazione, istruzione, occupazione, coesione sociale, lotta contro il terrorismo e bando delle armi di distruzione di massa. Sette Piani d’Azione Pev sono stati sinora adottati, rispettivamente con Giordania, Israele, Moldavia, Marocco, Autorità Palestinese, Tunisia ed Ucraina; il successo di tali Piani è tale che gli organismi finanziari internazionali li utilizzano dall’entrata in vigore per decidere le strategia di aiuto. I Piani Pev con Armenia, Azerbaigian, Egitto, Georgia e Libano dovrebbero essere siglati entro il 2007. Per ulteriori informazioni, consultare il sito Internet http://europa.eu.int/comm/external_relations