“ Insieme contro le discriminazioni” è il titolo dell’editoriale de La Croix (23/11), a firma di Dominique Quinio, che si apre con le parole: “ Dopo lo choc delle violenze che hanno segnato certe località di periferia, è venuto il tempo dell’impegno“. Mentre i disordini sembrano in via di esaurimento, il commentatore pone la questione: “ Contrariamente al metodo scelto per favorire la presenza di donne in politica,– nessuno sembra voler invocare delle ‘quote’ in funzione delle origini: si preferisce insistere su una presa di coscienza collettiva, sperando che essa non evapori col ritorno della calma“. Il problema è secondo Quinio di tipo etico e culturale: “ Molti francesi oggi hanno la sensazione di essere venuti meno alla fraternità e a quell’ideale di integrazione del quale il Paese si faceva ‘campione'”. Ma conclude “ la lotta contro la discriminazione è un affare di tutti“. Comprensibilmente, i giornali tedeschi dedicano ampio spazio ad Angela Merkel “cancelliera”. Ecco cosa scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung (23/11): “ Il fisico Angela Merkel ha potuto osservare i problemi crescenti, che la Germania ha ereditato dalla vecchia Repubblica federale, sine ira et studio’; ha analizzato da scienziata ciò che ha trovato, presentando poi le sue raccomandazioni su come agire. Il suo stile sobrio può sembrare freddo ad alcuni. Ma è adatto alla situazione del Paese. Ne abbiamo avuto abbastanza di pathos alla ‘I did it my way'” di Schröder. “ Come prima cancelliera della Germania, la signora Merkel è certa che avrà un posto nei libri di storia. Ma già come primo segretario donna e prima presidente donna della Cdu aveva fatto intendere di non avere solo l’obiettivo di far progredire l’uguaglianza tra uomo e donna. “Voglio servire la Germania”, aveva detto la candidata Merkel prima delle elezioni del Bundestag. Suonava come un ringraziamento per la liberazione di sedici anni fa. Adesso lo ha giurato da cancelliera. Che Dio l’aiuti“. Sulla Frankfurter Rundschau, Knut Pries osserva: “ Se il governo Merkel riesce a dare la svolta politica e psicologica desiderata, le riserve avanzate dalla cinquantina di scettici rosso neri” [i deputati che non hanno votato per la neocancelliera] “ si ridurranno fino ad assumere dimensioni trascurabili. In caso contrario, la coalizione è destinata a fallire”. Andrea Seibel per Die Welt annota: “ Il cammino di questa donna verso i vertici della politica è sempre stato descritto in termini di lotta, di freddezza, di sobrietà e anche di ossessione strategica. Le sue vittorie erano dovute all’emergenza o al caso, come se la sua carriera politica si sia svolta unicamente in circostanze eccezionali, un incidente in conseguenza della svolta eruttiva: Merkel, l’eterna principiante nella giungla della politica. […] Con questi attributi negativi affibbiati, un miscuglio di demonizzazione e di diffamazione, è stata dichiarata donna senza qualità, un neutro, una donna sbagliata. […] Angela Merkel è da amminare per non essersi fatta distogliere dalla sua strada e per essere rimasta l’enigma che è. Le è riuscito di assumere una posizione di potere, senza incassare il suo essere donna come diritto ad un trattamento speciale“. “ I teologi della liberazione elogiano Benedetto“: è il titolo scelto da The Catholic Herald (11/05) per illustrare la curiosa situazione di figure storiche di dissidenti da Roma, quali Leonardo Boff o Hans Kung, dalle quali sono venute dichiarazioni del tipo “ il Papa ha posto una buona base dalla quale cominciare”, in riferimento alla difesa di Ratzinger “ dei valori del Concilio ecumenico Vaticano II“. Nell’editoriale sullo stesso tema dal titolo “ Vedendo la luce“, oltre a Boff e Kung si fa anche il nome di Ute Ranke-Heinemann, sottolineando che si tratta di “ uno spostamento nell’opinione cattolico-liberale. La questione semmai è: durerà?“. Eppure nota ancora il giornale “ prima della sua elezione (Ratzinger) era visto come un arci-conservatore; ora è dipinto come più tollerante e di mentalità aperta del suo predecessore“. La sorpresa è che i teologi dissidenti “ stanno dicendo che Benedetto XVI è il loro Papa“. Il ritiro dal mercato del latte in polvere della Nestlè in Italia, Spagna e Portogallo è l’argomento del giorno (23/11) anche in Spagna. Alcuni titoli: “Nestlè ritira dal mercato 2,5 milioni di litri di latte per l’infanzia in Italia, Spagna e Portogallo” (El Paìs); “Nestlè ritira dal mercato spagnolo il latte per l’infanzia” (La Razòn); “Nestlè ritira cartoni di latte per l’infanzia a causa di resti chimici di inchiostro nell’imballaggio” (La Vanguardia); “ Nestlè ritira latte per l’infanzia contaminato dall’inchiostro”. E in Spagna si parla ancora del contrasto tra Chiesa e governo sulla riforma educativa. La Razon del 22/11 contesta il governo per “aver ricevuto un Paese in situazione di tranquillità ma in soli diciotto mesi aver fatto saltare tutti gli allarmi, agitato la società, spaventato gli impresari, diviso in 17 regioni, deluso i pescatori, gli agricoltori, i minatori e i trasportatori, dissotterrato i fantasmi del passato… E svegliato la Chiesa. Non è facile fare di peggio”.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1433 N.ro relativo : 82 Data pubblicazione : 25/11/2005