UCRAINA" "

5 milioni di aborti negli ultimi 14 anni” “

264mila interruzioni volontarie di gravidanza nel 2004; oltre 5 milioni negli ultimi 14 anni; quasi 900mila coppie sterili a causa della donna (nell’80% dei casi in seguito ad aborto volontario). Sono i numeri resi noti da Gyena Samborska, presidente del Fondo nazionale di carità di tutta l’Ucraina “Per la dignità umana”, che nelle scorse settimane ha promosso a Kiev, con il supporto di organizzazioni internazionali come “Batticuore internazionale” e “Vita internazionale”, un convegno sull’aborto dal titolo “Compassione e cura/assistenza”. Oltre 160 i partecipanti, provenienti da diversi Paesi d’Europa e da Usa, Israele e Uganda. “Soltanto in sei mesi, da gennaio a luglio 2005 – ha reso noto Samborska intervenendo al convegno – il numero dei nostri abitanti è diminuito di 230mila unità. Come se fosse scomparsa una cittadina di provincia. Nel 1993 la popolazione ucraina era di 52 milioni di persone, contro gli attuali 47 milioni”. “Oggi – ha rimarcato – il nostro Paese appartiene all’elenco di quelli con i più gravi problemi demografici e le popolazioni più anziane”. Una fotografia resa ancora più cupa dall’alto numero dei divorzi (“6 matrimoni su 10 falliscono”, ha detto la relatrice), dall’alta percentuale di malati di Aids (l’1% della popolazione) e dalla crescente diffusione dell’aborto. “In tempi recenti – ha reso noto – la legge consentiva l’interruzione di gravidanza entro le prime 12 settimane, ma in caso sussistessero quelle che sono definite ‘ragioni mediche e sociali’, l’aborto era consentito fino alla 28ª settimana, cioè fino al settimo mese. Con l’attività della nostra organizzazione, sostenuta attivamente dal Consiglio delle Chiese, siamo riusciti a modificare la legge dal 1° gennaio di quest’anno”. Ora, infatti, il termine ultimo per l’aborto è di 22 settimane, ma, ha affermato la presidente dell’organizzazione umanitaria, “stiamo andando avanti, mossi dall’obiettivo di riuscire a proteggere la vita umana fin dal concepimento”. Il problema dell’aborto, secondo la relatrice, è reso più complesso dal fatto che “l’Ucraina detiene una posizione leader nella produzione di farmaci che impiegano cellule di feti abortiti, congelati e conservati presso l’Istituto Kharkiv di criomedicina e criobiologia”. “Oggi – denuncia – è possibile incontrare persone che desiderano prolungare al massimo la propria vita, anche a costo della vita altrui. A Kiev esiste, presso la Facoltà di medicina, una clinica di terapia cellulare che offre cure a base di cellule embrionali”. La produzione di questi farmaci e la possibilità di cure, avverte, finisce quasi per creare “intorno all’aborto un’atmosfera di approvazione e legalità”. Ma c’è di più: “nella nostra società – afferma ancora Samborska – un problema grave di cui è proibito parlare riguarda le donne alle prese con la sindrome post-aborto, per la quale non vi sono ancora medici adeguatamente preparati”. Eppure, per la relatrice “si tratta di una sofferenza che rovina non solo l’esistenza della donna che ne è colpita portandola alla depressione e all’autoisolamento, ma anche quella di chi le vive accanto. È come una bomba a scoppio ritardato, che presto esploderà”, conclude, e “riguarda milioni di donne”.