“Provocazione consapevole contro il cattolicesimo ed il cristianesimo”: così il vescovo András Veres, segretario della Conferenza episcopale ungherese, risponde alle accuse di Péter Gusztos, del partito liberale democratico, che il 13 novembre affermava in una conferenza stampa che “dovrebbero essere riesaminati i privilegi feudali garantiti alle Chiese”, riferendosi tra l’altro all’esenzione fiscale di certe beneficenze e alle sovvenzioni per alcune attività sociali che secondo il partito raggiungerebbero il 150 % delle sovvenzioni date alle istituzioni statali per le stesse attività. “Considero la conferenza stampa una provocazione molto consapevole contro il cattolicesimo e il cristianesimo ha detto mons. Veres all’agenzia cattolica Magyar Kurir -. Contro il cattolicesimo, perché richiede la rivalutazione ed eventuale riscrittura del Concordato vaticano, sebbene tutti sanno che proprio in base a tali Concordati sono nati simili convenzioni anche con le altre Chiese storiche ungheresi, come le Chiese protestanti, o la Comunità ebraica”. “D’altra parte ha aggiunto – la ritengo una provocazione contro il cristianesimo, perché il testo pubblicato sul sito del partito è diretto espressamente contro i cattolici e i protestanti”. In previsione delle prossime elezioni del maggio 2006, “oggi con la carta dell’anticlericalismo ha ironizzato – sicuramente si possono raccogliere dei voti”. Il 15 novembre il premier ungherese Ferenc Gyurcsány ha dichiarato che il governo non intende cambiare il Concordato con la Santa Sede.