Ha avuto pieno successo la prima operazione coordinata dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), cui hanno collaborato le forze dell’ordine di vari paesi Ue, per combattere la contraffazione. L’operazione è stata organizzata dall’Olaf e dalla direzione generale Fiscalità e unione doganale della Commissione europea a partire dal maggio 2005: i risultati sono stati presentati martedì 8 novembre. I dirigenti della struttura tecnica creata dall’Esecutivo hanno spiegato che “la contraffazione è in costante aumento, rappresentando oggi dal 5% al 9% del commercio mondiale e causando da 200 a 300 miliardi di euro di mancato profitto in tutto il mondo”. Le autorità pubbliche hanno registrato “una notevole perdita di introiti fiscali, soprattutto Iva ma anche dazi doganali, a causa di un’economia sommersa che affligge direttamente le risorse proprie dell’Ue e finanzia la criminalità organizzata”. Tra le merci sequestrate per lo più nei porti e negli aeroporti, spesso di fabbricazione cinese, figurano 500 tonnellate di manufatti e “più di due milioni di oggetti che costituiscono violazione di un diritto di proprietà intellettuale”: prodotti tessili, scarpe, apparecchi elettronici, sigarette, pile e persino medicine.