AUSTRIA" "
Anche la Chiesa austriaca contro gli abusi sessuali” “
Deciso contrasto delle chiese europee agli abusi sessuali compiuti da sacerdoti, religiosi e laici impegnati in ambito ecclesiastico. Dopo Irlanda e Inghilterra anche in Austria sono state introdotte nuove misure per contrastare tale fenomeno. Alla fine di ottobre l’arcivescovo e Primate di Irlanda, mons. Sean Brady, ha annunciato la costituzione di un nuovo comitato nazionale della chiesa per la protezione dell’infanzia. Una risposta concreta a quanto riportato nel Rapporto di Justice Frank Murphy sugli abusi sessuali compiuti da preti della diocesi di Ferns su alcuni minori. Ancora a giugno di questo anno, in Inghilterra, è stato presentato il Rapporto 2004 del Copca, ovvero l’Ufficio cattolico per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili promosso dai vescovi di Inghilterra e Galles che nel 2001 avevano istituito ad hoc la “Commissione Nolan” e diffuso il documento “A programme for action”. Nell’estate del 2004, in Austria, era balzato alle cronache lo scandalo a sfondo sessuale del seminario di St. Pölten che aveva indotto il Vaticano a nominare un Visitatore apostolico, mons. Klaus Küng, per fare piena luce sulla situazione e accertare le responsabilità. REGOLE SPECIALI. L’arcidiocesi di Vienna ha introdotto nuove misure contro gli abusi sessuali nella Chiesa. In conseguenza di un progetto promosso dall’arcivescovo di Vienna, card. Christoph Schönborn, sono state elaborate regole speciali di comportamento per i collaboratori ecclesiastici, secondo cui “qualsiasi forma di abuso fisico, psichico, sessuale ed emotivo” è motivo di rescissione immediata dei rapporti di lavoro. Regole analoghe verranno applicate per gli ecclesiastici, che “dopo una verifica obiettiva”, in caso di sospetto verranno sospesi dal proprio ufficio. Gli ecclesiastici non potranno tuttavia essere semplicemente licenziati, poiché nei loro confronti si applicano le norme del Diritto ecclesiastico. È prevista l’istituzione di una commissione preposta a fornire consulenza all’arcivescovo in caso di decisioni circa eventuali conseguenze personali e professionali nei confronti di presunti colpevoli di abuso. La commissione – composta da quattro persone – dovrà ascoltare i sospetti, interrogare testimoni e presentare una relazione all’arcivescovo. Questa nuova procedura non avrà alcun influsso su un eventuale procedimento di tipo penale nei confronti dei colpevoli di abuso. PREVENZIONE E AIUTO. “Si deve fare di tutto per evitare che si verifichino casi di abuso in ambito ecclesiastico”, ha dichiarato il vicario generale viennese Franz Schuster, intervistato dall’agenzia cattolica austriaca Kathpress. “Con i nuovi regolamenti”, ha aggiunto, “si chiarisce che qualsiasi forma di abuso fisico, psichico, sessuale ed emotivo non è un crimine minore. Il lavoro intenso della Chiesa, soprattutto con i bambini e i giovani, dimostra che agli incaricati della cura spirituale e ai collaboratori della Chiesa viene data una fiducia giustificata. Per poter avere questa fiducia anche in futuro”, ha dichiarato, “l’arcidiocesi di Vienna si impegnerà per la prevenzione, e qualora purtroppo dovesse avvenire davvero un abuso, offrirà aiuto in modo rapido ed efficiente per le vittime, con le conseguenze per i colpevoli”. VADEMECUM SULL’ABUSO. Per informare meglio i collaboratori ecclesiastici e rafforzare la consapevolezza sul problema, in questi giorni l’arcidiocesi ha diffuso un vademecum sul tema dell’abuso. La pubblicazione ha lo scopo di incoraggiare i collaboratori ecclesiastici a contribuire attivamente alla prevenzione dell’abuso e contiene anche procedure dettagliate da applicare in caso di sospetti concreti. Nel vademecum sono indicate anche nuove regole di comportamento cui si dovranno attenere i sacerdoti e tutti i collaboratori ecclesiastici nel loro lavoro con bambini, giovani e con persone particolarmente bisognose di tutela. Oltre a garantire una maggior protezione nei confronti di queste categorie e fornire linee guida per gli operatori al fine di minimizzare il rischio di accuse ingiuste nei loro confronti, con questi provvedimenti l’arcidiocesi intende dare un segnare chiaro di comportamento corretto.