Olanda: invito al dialogo con gli ebrei” “

“Un atteggiamento di dialogo” è il presupposto irrinunciabile nei rapporti con l’ebraismo richiesto dai vescovi olandesi nella lettera pastorale “La gioia dell’apprendere”, diffusa dalla Conferenza episcopale dei Paesi Bassi il 27 ottobre 2005. Si tratta del terzo intervento sull’argomento, dopo quelli del 1999 e del 1995 con le lettere sui rapporti con l’Ebraismo, e viene pubblicata in occasione del 40mo anniversario della dichiarazione conciliare “Nostra aetate”. Nella lettera i vescovi richiamano l’attenzione sul significato del dialogo tra cattolici ed ebrei nell’attuale società secolarizzata e rilevano che secondo la fede comune di ebrei e cristiani l’uomo è fatto a immagine e somiglianza di Dio, e in questo risiede il fondamento di entrambe le visioni e gli atteggiamenti della vita. “Gli ebrei sono condizionati dalla propria secolare tradizione dalla spiegazione della Torah. Per i cattolici Cristo e la Sua spiegazione costituiscono la norma della Torah”, scrivono i vescovi. Segni distintivi del necessario atteggiamento di dialogo sono “la disponibilità ad apprendere, l’autocritica, l’ascolto”, così come l’importanza dell’apprendimento continuo, tanto significativo nella tradizione ebraica e fonte di grande gioia, “che deve rappresentare un punto fermo anche per i cristiani”. I vescovi richiamano perciò i cattolici, quando possibile insieme agli ebrei, ad apprendere e ad esercitare, tanto nel campo dottrinale quanto in altri contesti; per questo motivo, essi scrivono: “favoriamo iniziative nel campo dottrinale e stimoliamo e sottolineiamo l’importanza del dialogo, sia nelle parrocchie che in istituzioni di formazione teologica”. “Il vivere e il parlare insieme di ebrei e cattolici” dovrebbe costituire, secondo i vescovi, “una fonte di ispirazione per coinvolgere nella fede e nel dialogo altre tradizioni religiose”.