BIOETICA" "
Ege: gruppo europeo per l’etica nella scienza e nelle nuove tecnologie ” “
“Ciò che conta in uno spazio di confronto di questo tipo è anzitutto la ragione. Si tratta di sviluppare un dialogo serrato su temi quali la dignità umana, il diritto alla vita, l’uguaglianza sostanziale tra i soggetti, lo spazio e i limiti della ricerca, la difesa dell’ambiente…”. CARLO CASINI , presidente del Movimento per la vita italiano, è fra i 15 componenti del Gruppo europeo per l’etica nella scienza e nelle nuove tecnologie (Ege la sigla inglese), rinnovato nella sua composizione dal presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso. Martedì 25 ottobre si è svolta la prima seduta dell’organismo consultivo. Oltre a Casini, siedono nell’European Group on Ethics in Science and New Technologies: Paula Martinho da Silva (Portogallo), Linda Nielsen (Danimarca), Diána Bánáti (Ungheria); Anne Cambon-Thomsen (Francia), Jozef Glasa (Slovacchia), Julian Kinderlerer (Regno Unito), Krzysztof Marczewski (Polonia), Pere Puigdomenèch Rosell (Estonia), Emmanuel Agius (Malta), Rafael Capurro (Germania), Inez de Beaufort (Paesi Bassi), Hille Haker (Germania), Göran Hermerén (Svezia), Günter Virt (Austria). Alla presidenza di Ege è stato eletto lo svedese Goran Hermeren, che avrà come vice la portoghese Paula Martinho da Silva. La prossima riunione del comitato sarà il 16 e 17 novembre a Londra. La scadenza è mensile, il primo tema all’odg è quello delle nanotecnologie applicate alla medicina, seguirà quello della ricerca sulle cellule staminali. QUINDICI ESPERTI DA TUTTO IL CONTINENTE. Ege è un comitato “indipendente, pluralista e interdisciplinare” incaricato di fornire pareri all’Esecutivo in vista di nuove direttive comunitarie o riguardo la conduzione di politiche Ue che abbiano significativi risvolti etici. Tra i componenti, il cui mandato scadrà nel 2009, sono presenti esperti di vari Paesi e con differenti competenze: tre giuristi, sei scienziati e sei studiosi di materie sociali. “Mi sono già occupato di questi temi a livello europeo – spiega Casini al Sir essendo stato al Parlamento di Strasburgo per quindici anni nonché responsabile del Partito popolare europeo per la bioetica. Terminato quell’incarico, ho proseguito su questa linea sia all’interno del Movimento per la vita, sia per il mio ruolo di docente universitario e, infine, quale componente del Comitato nazionale di bioetica”. SULLA BIOETICA UNA “INQUIETUDINE CULTURALE”. “Sono convinto afferma Casini – che ci sia una sorta di inquietudine culturale e politica a livello europeo quando si affrontano i temi di bioetica non solo dal punto di vista economico (posto che, ad esempio, le biotecnologie possono produrre ricchezza). Se si va oltre l’aspetto consumistico o edonistico, emergono posizioni articolate e si incontrano attenzioni e profonde sensibilità da persone di varia provenienza e formazione e il dialogo tra credenti e non credenti si fa più serrato”. E ancora: “Sono numerosissimi i temi di competenza della Commissione europea in cui Ege può essere chiamato a svolgere il suo ruolo consultivo: si pensi, oltre alle ricerche sulle staminali, alla clonazione animale, alla protezione dei dati personali, alla cosiddetta ‘carta di identità genetica’. Con l’avanzare della ricerca scientifica questi casi saranno sempre più numerosi e di estrema importanza nella vita di ciascuno di noi”. un tema dibattuto. Il tema della bioetica è stato oggetto in numerosi casi del dibattito politico europeo. Occorre ricordare la direttiva 44 varata dal Parlamento e dal Consiglio europeo nel 1998 su “Protezione giuridica delle invenzioni biotecnologiche”. Ma proprio nei giorni scorsi nelle sedi Ue sono tornati questi argomenti. L’Europarlamento, riunito a Strasburgo, ha adottato il 26 ottobre una risoluzione che aveva il sostegno di tutti i gruppi politici, adottata infine con 338 voti favorevoli, 272 contrari e 35 astensioni. Il testo riafferma l’importanza delle biotecnologie, ma sottolinea “l’incertezza giuridica quanto alla brevettabilità di alcune sue applicazioni”. L’aula chiede di “confermare il divieto di brevettare ogni forma di clonazione umana”; preoccupazione è espressa circa i progetti di selezione del sesso degli esseri umani. Dibattito e risoluzione erano stati preceduti dalla seconda relazione della Commissione sugli “sviluppi e implicazioni del diritto dei brevetti nel settore della biotecnologia e dell’ingegneria genetica”. Tale relazione si proponeva di “formulare osservazioni sulla portata da attribuire ai brevetti riguardanti sequenze o sequenze parziali di geni isolati dal corpo umano” e la “brevettabilità delle cellule staminali umane e delle linee ottenute a partire da queste”.