“A causa dell’aumento di profughi e sfollati interni, il Jrs (Jesuit Refugee Service) ha sviluppato strategie per servire i più dimenticati, in tutti quei luoghi dimenticati da governi, Ong e mass media. Pur restando fedele alla sua visione originale, col tempo il Jrs ha visto emergere un servizio sempre più efficace e professionale. Tra i vari progetti nel mondo: la gestione di un’emittente radio in Tanzania, servizi legali in Tailandia, supporto psico-sociale in Colombia e microfinanza in Indonesia”. Con queste parole il direttore internazionale del Jrs, padre Lluís Magriñà commenta i venticinque anni di lavoro a fianco de profughi di tutto il mondo della Compagnia di Gesù. Il JRS nacque nel novembre del 1980, quando l’allora Padre Generale Pedro Arrupe invitò i Gesuiti a fondare un servizio per assistere i rifugiati. Oggi, con 50 milioni di profughi in tutto il mondo, il Jrs è presente in ben cinquantaquattro nazioni nei sei continenti e assiste in tutto il mondo oltre 450mila profughi, sfollati e rifugiati. Oltre mille sono gli operatori impegnati a vario titolo in questa missione dei padri gesuiti che a distanza di venticinque anni continuano a mettersi a servizio degli ultimi. Il 21 ottobre a Roma padre Magriñà farà un bilancio sul servizio che oggi nel mondo i gesuiti offrono a richiedenti asilo e rifugiati. Walter Irvine, (rappresentante per Italia e Malta dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) approfondirà la situazione dei richiedenti asilo e rifugiati in Italia e in Europa alla luce della normativa in vigore. Louise Zanre, (Jrs Inghilterra), affronterà invece la situazione dei rifugiati e dei migranti senza documenti in Europa.