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I pensieri dell’Europa” “

I vescovi europei al Sinodo (3)” “

Si concluderà domenica 23 ottobre l’XI Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi in corso in Vaticano su “L’Eucaristia: fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa”. Qui di seguito alcuni passaggi degli interventi dei padri sinodali europei e alcuni spunti emersi dalla discussione nei circoli minori. SENSO DEL SACRO. “Oggi i valori sono scompigliati. Il senso del sacro si è oscurato e il senso del peccato si è relativizzato. Cosa è oggi, per le nuove generazioni, il peccato?”. Questo l’interrogativo sollevato dal card. Vinko Puljic, arcivescovo di Vrhbosna Sarajevo, e presidente della Conferenza episcopale di BOSNIA ED ERZEGOVINA. “Mi sembra che” oggi anche “il sacerdote si trovi spesso in pericolo – ha proseguito -. Vivendo quotidianamente con gli uomini di questo millennio dentro il processo di secolarismo, materialismo e consumismo, si perde anche il senso del sacro”. Di qui il valore dell’adorazione eucaristica che, ha spiegato il presule, “è per il sacerdote, ma non solo, una cosa straordinaria per interiorizzare tutti gli atti e i gesti sacri. Solo con la dignità degli atti sacri e la consapevolezza profonda del mistero dell’Eucaristia si possono ricevere i suoi frutti”. “Con l’Eucaristia – ha concluso – nutriamo la nostra vita spirituale”. LINGUE LOCALI. “La liturgia è uno strumento chiave per l’evangelizzazione e deve essere celebrata con un linguaggio che introduca i fedeli nel cuore del mistero della fede” ha affermato mons. Ian Murray, vescovo di Argyll and the Isles ( GRAN BRETAGNA – SCOZIA). “I testi – ha aggiunto – dovrebbero andare oltre i capricci delle peculiarità linguistiche. Le lingue locali presentano particolari difficoltà, come avviene nella mia stessa diocesi con lo scozzese gaelico. In situazioni come questa, andrebbe conferita ai vescovi locali la facoltà di produrre e approvare appositi testi per la liturgia”. Parlando ancora di evangelizzazione, mons. Murray si è quindi soffermato sull’importanza che “la formazione accademica dei preti” si accompagni ad un’adeguata “formazione umana e spirituale”. TESTIMONE DI CRISTO. Di “spiritualità eucaristica dei sacerdoti e dei seminaristi” ha parlato mons. Zygmunt Zimowski, vescovo di Radom ( POLONIA). “‘Fate questo’. Cristo Signore non dice solo ‘annunciate’, ‘raccontate’ – ha precisato – ma dice ‘fate’. E questa parola è decisiva”. Per il vescovo “il sacerdozio è un sacramento di azione. È il sacramento dell’atto salvifico e redentivo di Cristo, un atto che è stato lasciato in potere degli apostoli nel cenacolo” e “l’Eucaristia non rende soltanto testimonianza a Colui che ci ‘ha amati sino alla fine’, essa educa a questo amore”. L’umanità odierna – ha detto ancora mons. Zimowski – cerca testimoni della trasfigurazione”; di qui l’importanza che i preti conformino la loro vita “al mistero della croce”. Solo “imitando l’Eucaristia che celebra, il sacerdote diventa testimone di Cristo”. MISSIONE. L’urgenza di “sviluppare il legame tra messa e vita quotidiana” anche con “una traduzione più accurata dell”Ite Missa est'” è stato sottolineata da mons. Sean Baptist Brady, arcivescovo di Armagh, presidente della Conferenza episcopale di Irlanda . Sintetizzando i principali contenuti emersi dai lavori del circolo minore del GRUPPO LINGUISTICO INGLESE, il presule ha affermato: “È importante indicare che la missione è una conseguenza della partecipazione all’Eucaristia, ed occorre elaborare in maniera concreta le implicazioni che ne discendono in termini di impegno in ambiti sociali quali la giustizia, la solidarietà, la riconciliazione e la pace”. “Il potere di trasformazione dell’Eucaristia a livello di vita individuale e di realtà sociali – ha tuttavia ammonito mons. Brady – è strettamente legato ad un’adeguata comprensione della presenza reale nell’Eucaristia e ad un rinnovato slancio nella pratica dell’adorazione” . FAMIGLIE IRREGOLARI. “Educazione alla fede eucaristica” e “impegno missionario che” i sacerdoti sono “chiamati a coltivare attraverso la celebrazione eucaristica” sono i principali temi emersi dai lavori del circolo minore del GRUPPO LINGUISTICO ITALIANO, ha riferito mons. Renato Corti, vescovo di Novara (Italia), che si è soffermato anche sulla “pastorale in favore di coloro che sono in una situazione matrimoniale irregolare”. Al riguardo, ha detto, “la riflessione ha preso in considerazione” sia “l’educazione dei giovani e i corsi prematrimoniali”, sia “la condizione spesso carica di solitudine che si vive all’interno delle famiglie, cogliendo l’urgenza che nelle nostre parrocchie si coltivi molto il contatto diretto con esse”. Occorre, ha concluso mons. Corti, “individuare alcune attenzioni possibili ed importanti perché le persone si sentano accolte, si affidino al Signore e compiano dei passi concreti nella luce del Vangelo”. MYSTERIUM FIDEI. “Le domeniche rappresentano ‘un tutto’ che invita a vivere in famiglia, nella gioia della giornata festiva al cui centro si trova la Messa”; di qui “la necessità di una catechesi di fondo basata sulla fede nel Mysterium fidei rappresentato dall’Eucaristia” e l’importanza di dare “un carattere familiare in senso lato all’assemblea domenicale”. È uno dei principali spunti di riflessione emersi dai lavori del circolo minore del GRUPPO LINGUISTICO FRANCESE, illustrati da mons. Robert Le Gall, vescovo di Mende (Francia). “L’importanza della Messa quotidiana nella vita del sacerdote, la questione delle celebrazioni domenicali in sua mancanza, le conseguenze sociali delle celebrazioni eucaristiche” e la “situazione dei divorziati risposati” sono stati ulteriori temi sul tappeto. “Per quanto riguarda l’inculturazione – ha affermato mons. Le Gall – occorre coniugare l’unità della fede e l’adattamento delle nostre liturgie”, mentre “un’attenzione speciale agli handicappati deve dar loro la possibilità, assistiti dalle loro famiglie o comunità, di accostarsi alla comunione eucaristica”. VIVERE DI EUCARISTIA. Come la Chiesa possa “percepire le preoccupazioni, le domande e le urgenze dell’umanità, condividerle, formularle e contemporaneamente testimoniare Gesù Cristo, soprattutto oggi, in risposta alle questioni fondamentali esistenziali dell’uomo” è per mons. Gerhard Ludwig Müller, vescovo di Regensburg (Germania ) “la questione attuale”. Nella sua relazione del circolo minore del GRUPPO LINGUISTICO TEDESCO, mons. Müller ipotizza al riguardo un “rinnovamento effettivo… da parte dei cristiani, religiosi e laici, particolarmente anche dai giovani cristiani impegnati, che si fanno avvicinare da Cristo, che vivono dell’amore dell’Eucaristia e sono pronti ad accettare la forma di vita nel matrimonio cristiano e i consigli evangelici”. “Qui – avverte – non si tratta di numeri, ma di qualità”. “La cosa migliore che possiamo fare per la fede nell’Eucaristia – conclude – è vivere di Eucaristia”. FAME DI DIO. Le dieci indicazioni che riassumono le 27 proposizioni elaborate dai padri sinodali che hanno partecipato ai lavori del circolo minore del GRUPPO LINGUISTICO SPAGNOLO, sono state presentate da mons. Alberto Giraldo Jaramillo, arcivescovo di Medellin (Colombia). Tra i consigli: dare importanza “alla formazione dei seminaristi”, assicurare una “degna celebrazione” dell’Eucarestia “in cattedrale, nelle parrocchie e nei diversi templi della diocesi e si permetta ai fedeli di fare visita al Santissimo Sacramento nelle diverse ore del giorno”; organizzare nelle diocesi una pastorale vocazionale, avere “un’attenzione speciale ai malati per assicurare loro l’Eucarestia”, offrire “un accompagnamento speciale a chi ha formato la propria famiglia a partire dal sacramento del matrimonio”. L’altro relatore, mons. Josè Maria Arancibia, arcivescovo di Mendoza (Argentina), ha messo in evidenza “la preoccupazione” del Circolo minore “per la fame di pane materiale, e la fame di Dio, presente nel mondo attuale”. “Una profonda necessità – ha detto -, terrena e divina, che è in relazione all’Eucarestia”.