MIGRAZIONI" "
L’Europa deve trovare una soluzione per evitare che il fenomeno esploda” “
Scontri e morti alla frontiera tra Marocco e Spagna davanti alla rete che separa il Marocco dalle enclavi spagnole di Ceuta e Melilla, immigrati portati nel deserto del Sahara con i pulmann e abbandonati agli stenti e al loro incerto destino, condizioni invivibili e abusi dei diritti umani nei centri di accoglienza temporanea in Italia, più un numero oramai enorme di tragedie del mare. Il tema delle migrazioni in Europa sembra essere sempre più di drammatica attualità. Tante le richieste da parte di chi prova a difendere i diritti dei migranti, poche le risposte organiche e strutturate. Dal Parlamento europeo il Commissario JÀN FIGEL ha riconosciuto, nella seduta del 12 ottobre, che senza “risposte efficaci” le migrazioni assumeranno “proporzioni che non saremo più in grado di gestire”. “Certo non saranno i muri e il filo spinato a bloccare i profughi che bussano alle nostre frontiere – ha detto -. L’impegno deve essere a più vasta portata e deve coinvolgere i Paesi da cui partono i profughi”. LA STRATEGIA UE PER L’AFRICA. “Il problema dell’immigrazione, di cui vediamo le drammatiche conseguenze in questi giorni in Europa, può essere risolto efficacemente a lungo termine solo attraverso una cooperazione allo sviluppo ambiziosa e coordinata, che permetta di combatterne le cause più profonde”. JOSÉ MANUEL DURAO BARROSO ha tenuto, il 12 ottobre, una conferenza stampa nella sede della Commissione europea a Bruxelles, dopo che l’esecutivo aveva adottato una proposta “volta ad avviare una nuova strategia dell’Ue per l’Africa”. Tra i primi obiettivi del disegno comunitario, sollecitato a giugno dal Consiglio dei capi di Stato e di governo dei 25 e rafforzato da maggiori stanziamenti per la cooperazione, emerge “la realizzazione degli obiettivi di sviluppo del millennio fissati dalle Nazioni Unite”. All’incontro del 12 ottobre erano presenti anche il commissario allo sviluppo e aiuti umanitari, LOUIS MICHEL e ALPHA OUMAR KONARÉ, ex presidente del Mali, attualmente alla guida della Commissione dell’Unione africana. La “Strategia dell’Ue per l’Africa” ruota attorno ad alcuni punti prioritari “per assicurare lo sviluppo sostenibile: pace e sicurezza, buon governo, commercio, coesione sociale, sostenibilità ambientale”. Secondo Michel, che ha auspicato il sostegno del Consiglio, tale impegno “segnerà una reale svolta per aiutare l’Africa a farcela da sola”. ABUSI ECLATANTI. “Abusi eclatanti in materia di diritti dell’uomo”: così le sei organizzazioni che lavorano nell’ambito della migrazione e del diritto d’asilo ( CARITAS EUROPA, COMMISSIONE ECCLESIALE DEI MIGRANTI IN EUROPA, COMECE, SERVIZIO RIFUGIATI DEI GESUITI, CONSIGLIO QUAKER PER GLI AFFARI EUROPEI) definiscono i fatti accaduti alla frontiera tra Marocco e Spagna, descrivendo una “situazione sempre più sconfortante”. “Abbattere persone non armate alle frontiere dell’Ue affermano le sei organizzazioni – è deplorevole e deve essere condotta un’inchiesta giudiziaria approfondita al fine di esaminare gli avvenimenti” citati. “L’Unione europea prosegue la nota ha il dovere di rispettare tali diritti, in particolare nel momento in cui negozia accordi di riammissione con un Paese terzo o quando rinforza le alleanze con i Paesi di transito o di origine. Gli essere umani che tentano di entrare sul territorio dell’Ue illegalmente non devono essere criminalizzati”, mentre l’Ue “deve sviluppare un appoggio alla sua politica d’asilo e migratoria basata sui diritti dell’uomo, se vuole assicurare soluzioni a lungo termine in questo ambito”. “LA VITA DI OGNI PERSONA È SACRA”. “La vita di ogni persona è sacra, indipendentemente dalla sua condizione sociale o dal suo statuto legale, è nulla può giustificare la morte di chi tenta di passare una frontiera”: la Chiesa spagnola ribadisce con forza questo concetto affidando il suo parere alla COMMISSIONE EPISCOPALE PER LE MIGRAZIONI, che chiede “altri modi legittimi e proporzionati” per impedire ulteriori morti. “Non è solo impedendo che gli immigrati passino le nostre frontiere, anche se con mezzi legittimi, che si risolveranno i problemi delle migrazioni”, scrivono i vescovi. Da qui l’appello alle “Nazioni Unite e ai suoi organismi, all’Unione europea e, nello specifico, alla Spagna e al Marocco”. Appello condiviso da CARITAS ANDALUSIA. Per l’organizzazione cattolica, “è urgente sollecitare i poteri pubblici ad adottare immediatamente misure efficaci” per impegnarsi “urgentemente in azioni dirette allo sviluppo nei Paesi dell’Africa subsahariana”. Anche il vescovo di Asidonia-Jerez mons. JUAN DEL RIO MARTÌN condanna l’accaduto e chiede l’appoggio “degli Stati dell’Unione europea, delle organizzazioni internazionali e delle istituzioni economiche mondiali”. Mons. ANTONIO DORADO SOTO, vescovo di Málaga (a cui appartiene l’enclave spagnola di Melilla) chiede che “una commissione delle Nazioni Unite o dell’Unione europea si faccia carico di queste persone e cerchi una soluzione nel rispetto della loro dignità umana”.