FRANCIA" "

Non mancano le risorse” “

Una Chiesa che intende far fronte ad una crisi preoccupante” “

In Francia si è verificato “un effetto perverso della legge sui simboli religiosi”, che spesso rende la “struttura pubblica un santuario dove le religioni non entrano”. Uno di questi effetti è stato il rifiuto, da parte di alcuni collegi e scuole, “di istituire una cappellania, per paura di dover concedere la stessa autorizzazione ai musulmani”. Lo ha detto il 4 ottobre mons. JEAN-PIERRE RICARD , arcivescovo di Bordeaux e presidente della Conferenza episcopale francese, intervenendo a Roma, durante una pausa del Sinodo dei Vescovi, all’incontro su “La Chiesa cattolica in Francia oggi” promosso dal Centro culturale San Luigi di Francia. I NUMERI DELLA CRISI. Mons. Ricard ha fatto un’analisi lucida della situazione, non tacendo le difficoltà: in Francia c’è stato un calo nel numero dei battezzati (il 69% della popolazione), passati da 432.701 nel 1993 a 385.460 nel 2002, un calo dei matrimoni, da 132.128 nel 1993 a 110.409 nel 2002 (su 288.000 matrimoni civili), del numero dei preti (da 30.909 nel 1992 a 25.542 nel 2002), dei seminaristi (da 1172 nel 1994 a 773 nel 2003) e una diminuzione dei cattolici praticanti e dei giovani che frequentano la Chiesa. Mons. Ricard si dice “preoccupato” per questa situazione ma “non angosciato”: “Nel corso della sua storia la Chiesa ha risposto alle crisi che la colpivano attraverso un supplemento di fede e un vigore missionario rinnovato, prendendo sul serio la chiamata alla santità – ha ricordato -. La ricostruzione della Chiesa in Francia all’indomani della rivoluzione ne è un bell’esempio. Credo sia ciò che siamo chiamati a vivere oggi. La Chiesa è, certo, di fronte ad una terribile sfida, ma non è priva di risorse per affrontarla positivamente. Penso che la crisi attuale della Chiesa sia più un reale cambiamento che un lento effritement”. LE SFIDE DA AFFRONTARE. Tra i compiti che mons. Ricard propone per affrontare queste sfide: una vita ecclesiale più comunitaria, lo sviluppo della formazione e l’approfondimento della vita spirituale, una rinnovata pastorale giovanile, la cura della pastorale dell’iniziazione (in Francia è in aumento il numero dei catecumeni adulti), gli stimoli offerti dalle nuove comunità, il coraggio di parlare e dialogare, anche con le altre Chiese cristiane, religioni e con le istituzioni statali. A questo proposito, mons. Ricard ha ricordato che la Chiesa francese vive “un dialogo regolare con i poteri pubblici, nel rispetto di una laicità ben compresa, ossia il riconoscimento della non confessionalità dello Stato e della sua neutralità religiosa”. “Autonomia e neutralità non vogliono dire ignoranza o assenza di relazioni – ha precisato -. È responsabilità dello Stato assicurare la libertà di coscienza e garantire il libero esercizio dei culti. Lo Stato deve vegliare perché ogni Chiesa o religione possa esercitare le sue attività non solo nella sfera privata delle coscienze ma anche nello spazio pubblico come organizzazione. Siamo riconoscenti allo Stato per avere istituito, nel 2002, una istanza ufficiale di dialogo con la Chiesa cattolica”. In conclusione del suo discorso mons. Ricard ha parlato della riorganizzazione delle diocesi – attraverso il raggruppamento delle parrocchie a seguito della diminuzione dei preti – e anche della riforma della Conferenza episcopale, che ora lavora soprattutto a livello di province ecclesiastiche, anziché a livello regionale. Lo scopo è stato quello “di consentire frequenti scambi tra i vescovi, e rendere possibile le collaborazioni e l’aiuto reciproco tra le diocesi”. I 100 anni della Cnafc Si celebra quest’anno in Francia il centenario della Confederazione nazionale delle associazioni familiari cattoliche (Cnafc) che riunisce 350 associazioni in rappresentanza di 38mila famiglie. La sua fondazione risale al 1905. Le associazioni festeggiano l’evento in due momenti forti: la messa celebrata domenica due ottobre nella chiesa di Saint-Sulpice a Parigi al termine della manifestazione “Familiathlon” che ha visto una serie di attività sportive e di animazione sul piazzale Champ de Mars. Domenica 9 ottobre le associazioni familiari cattoliche propongono alle famiglie di compiere “dappertutto in Francia” e in ogni famiglia un “gesto che possa testimoniare attenzione e affetto”. Nei giorni scorsi alcuni rappresentanti della confederazione sono stati ascoltati dalla Missione parlamentare incaricata di seguire le evoluzioni del diritto di famiglia. La Confederazione ha chiesto ai parlamentari di stabilire una “gerarchia” tra i diversi “contratti” che in Francia legano le persone, “tenendo conto dell’interesse primario dei figli e di quello della società”. Per la Confederazione “il matrimonio civile, tra un uomo ed una donna, fatto per durare, è l’alleanza che la società deve valorizzare. Esso deve beneficiare di una riconoscenza pubblica”.