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Quali sono i principali problemi dell’insegnamento della religione ai bambini e ai giovani in Ucraina? Come si potrebbe provvedere a tale educazione senza violare i principi di libertà di coscienza e il carattere laico dell’istruzione nella scuola statale? Questi gli interrogativi cui hanno tentato di rispondere nei giorni scorsi i partecipanti alla tavola rotonda su “Insegnamento ed educazione religiosi dei bambini e dei giovani in Ucraina: problema e modalità di risoluzione” che si è svolta nell’ambito del convegno “Religione e governo in Ucraina: problemi di rapporti bilaterali”. All’incontro, promosso a Kiev dal Centro di ricerche sull’economia e politica di O. Razumkiv con la Rappresentanza del Fondo di Konrad Adenauer in Ucraina, hanno partecipato, tra gli altri, il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina card. Lubomyr Husar, il rettore dell’università Cattolica padre Boris Gudziak, il presidente dell’Istituto di studi sull’ecumenismo presso il citato ateneo, padre Ivan Dacko, oltre a rappresentanti delle altre Chiese cristiane e del governo. Dal confronto è emersa la “necessità di educazione spirituale dei bambini e dei giovani”. “Le Chiese – hanno osservato i partecipanti alla tavola rotonda – impartiscono l’insegnamento ai bambini nelle loro scuole domenicali e non hanno bisogno di interventi del governo in questa attività. È tuttavia necessario il sostegno delle istituzioni per avviare il corso di etica cristiana nelle scuole di formazione generale”. È urgente, è stato rimarcato, “concedere alle comunità religiose il diritto di creare scuole di istruzione generale” anche attraverso il “finanziamento governativo della componente pubblica di tali scuole, ed occorre approvare il riconoscimento del titolo di laurea in Scienze religiose”. Il card. Lubomyr Husar , arcivescovo maggiore di Leopoli, ha fatto notare l’importanza di avviare “il corso di etica cristiana il cui principale obiettivo è l’unione degli ucraini dell’Est e dell’Ovest in base ai comuni criteri morali, affinché tutti si sentano fratelli e sorelle”. Sono anche “i simboli culturali ed etico-morali condivisi – ha concluso il card. Husar – a favorire la reciproca comprensione”. Di qui l’importanza del corso in materia. Sulla questione del riconoscimento della laurea in Scienze religiose e di quello dell’Università Cattolica dell’Ucraina come scuola di studi superiori si è soffermato padre Boris Gudziak , definendo “inaccettabile” l’attuale situazione. Per padre Ivan Dacko la novità più significativa dell’incontro è “l’unanimità per la prima volta dimostrata dai rappresentanti delle Chiese cristiane del Paese nella difesa del proprio diritto di diffondere l’etica cristiana nella cultura ucraina attraverso le scuole di istruzione generale”.