GIOVANI" "
CONSIGLIO D’EUROPA: impegni a favore delle nuove generazioni ” “
Adottare misure destinate ad indicare e a prevenire ogni forma di violenza di cui i giovani potrebbero essere vittime, ribadire l’importanza della partecipazione dei giovani allo sviluppo e alla messa in opera di misure di prevenzione. È in sintesi quanto contenuto nella dichiarazione finale dell’incontro dei ministri e dei responsabili delle politiche giovanili dei membri del Consiglio d’Europa (Cde) che si è tenuto a Budapest il 23 e 24 settembre. Dopo la Giornata mondiale della gioventù di Colonia si torna a parlare di giovani alla luce delle “crescenti manifestazioni di violenza e delle loro conseguenze negative per la dignità umana, la coesione sociale nella nostra società democratica, soprattutto nelle aree di conflitto”. La dichiarazione ribadisce “la necessità di promuovere l’educazione al dialogo interculturale per lottare contro il razzismo, includere l’uguaglianza tra i sessi nei programmi giovanili e mettere in campo ogni sforzo per ridurre le immagini e contenuti violenti, Internet incluso, veicolati dai media”. A questo scopo il Cde si è assunto l’impegno per il biennio 2006-2007 di promuovere una campagna europea sulla diversità e sui diritti dell’uomo così come di incoraggiare gli Stati membri ratificare la Convenzione del Cde sulla lotta contro la tratta di esseri umani. Il testi della dichiarazione e della risoluzione sono sul sito www.coe.int. I ministri, nella dichiarazione finale, anzitutto si dicono preoccupati “per tutte le forme di violenza in particolare quelle legate alla discriminazione sessuale, contro bambini, giovani anche disabili o immigrati o comunque che fanno parte di gruppi di minoranza”. Non solo, “preoccupazione” viene espressa anche per “la violenza derivante da omofobia, razzismo, xenofobia, antisemitismo, paura dell’Islam o da ogni altra tipologia di intolleranza, nonché per la situazione dei giovani rifugiati e per le vittime della violenza derivante da situazioni di conflitto”. NECESSARIO INTERVENTO DEGLI STATI SECONDO LINEE COMUNI. Le nazioni che hanno sottoscritto la Convenzione culturale europea vengono invitate dai ministri nella dichiarazione “a realizzare programmi e stabilire misure atte a ridurre e prevenire la violenza nella vita di tutti i giorni”. Tali politiche dovranno rispettare e tenere presente sei principi comuni sollecitati dai ministri: “studiare anche le forme di violenza nascosta, analizzandone le cause le conseguenze sulle persone che ne sono coinvolte in modo diretto o indiretto; realizzare strategie preventive educative; riconoscere che i ragazzi sono potenziali attori nel prevenire la violenza e per questo è necessario renderli parte attiva nella lotta a questa piaga sociale; coinvolgere organizzazioni non governative di giovani; pubblicizzare in modo diffuso le iniziative che vengono adottate; ridurre la violenza nei prodotti dei mass media destinati ai giovani e ai bambini”. In relazione poi alla violenza legata alla discriminazione sessuale i governi vengono invitati a “inserire la questione tra quelle prioritarie in agenda”, mentre per quella connessa al razzismo e all’intolleranza si consiglia di “incrementare il dialogo interculturale e i programmi di scambio internazionale per i giovani”. SCUOLA E LA FORMAZIONE. Necessarie anche politiche specifiche per promuovere la prevenzione della violenza a scuola e in famiglia, luoghi dove i bambini trascorrono la maggior parte del proprio tempo. In particolare, nella dichiarazione si invita a prevedere “appositi corsi per i docenti, nonché di coinvolgere i ragazzi in maniera attiva, permettendogli di crescere in un ambiente non violento e privo di molestie”. Poi un invito specifico viene rivolto al Cde: “prestare particolare attenzione allo sviluppo di network e alleanze tra giovani e organizzazioni governative e non, a livello nazionale, europeo ed internazionale, nei corsi di formazione nei quali il tema della prevenzione deve essere preso in considerazione con un approccio non settoriale”. LE PRIORITà PER IL 2006-2008. A conclusione del vertice i ministri hanno adottato una risoluzione in cui vengono individuate “le priorità delle politiche per i giovani del Consiglio d’Europa per i prossimi tre anni”. Anzitutto “favorire l’educazione ai diritti umani e favorire il dialogo interculturale per promuovere, tra l’altro, una solidarietà globale e la risoluzione pacifica delle situazioni di conflitto. Incentivare la partecipazione dei giovani alla vita democratica e la coesione sociale facilitando anche l’accesso dei giovani al mondo del lavoro e ai diritti. Infine, realizzare politiche di sviluppo per i giovani e per i bambini”. In quest’ottica viene vista con grande importanza della campagna europea per i giovani sulla diversità, i diritti umani e la partecipazione prevista per il 2006-2007.