Prospettive del Trattato costituzionale” “

“Nonostante il trauma causato dall’esito negativo dei referendum in Francia e nei Paesi Bassi, la ratifica della Costituzione prosegue il suo corso in diversi Paesi. Altri Stati hanno invece scelto di sospendere il processo”. Questo il punto della situazione fatto sul sito Internet del Parlamento dell’Unione europea. La Costituzione dell’Ue è un trattato internazionale che deve essere ratificato dai singoli Stati secondo le proprie regole: ratifica parlamentare, referendum o con entrambe le procedure. “Ad oggi, tredici paesi hanno già ratificato la Costituzione europea: il Lussemburgo (56,52% e la Spagna (76,7%) mediante referendum, gli altri Paesi (Germania, Austria, Cipro, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Slovenia e Slovacchia) per via parlamentare. In Belgio, la ratifica avviene mediante una procedura parlamentare complessa che sta per giungere al termine. La Svezia ha deciso di rinviare il voto in Parlamento e la Finlandia si prepara a farlo”. Danimarca, Portogallo e Repubblica ceca, Irlanda e Regno Unito (in questi ultimi due vi è la doppia procedura) hanno preferito aspettare prima di organizzare una consultazione popolare. La Polonia ed Estonia devono ancora scegliere la procedura. Al momento sono solo due dei 25 Stati dell’Ue ad aver espresso tramite referendum il loro ‘no’ alla Costituzione: si tratta di Francia (54,8%) e Paesi Bassi (61,7%). Questo per molti ha segnato il “il decesso del trattato costituzionale”. Comunque “non è la prima volta nella storia della costruzione dell’Europa che un trattato europeo è respinto mediante referendum. Nel 1992, i danesi hanno detto ‘no’ al trattato di Maastricht. Nel 2001 è stata la volta degli irlandesi, che hanno respinto il trattato di Nizza. Per questi due Paesi, il rifiuto era riconducibile ad alcuni punti specifici dei trattati e, dopo alcune modifiche apportate ai testi, il ‘sì’ ha avuto la meglio in un secondo referendum. In compenso, il rifiuto dell’Assemblea nazionale francese di ratificare il trattato che istituiva la Comunità europea di difesa nel 1954 diede il colpo di grazia a quel progetto politico”. Da non dimenticare che una dichiarazione annessa al trattato afferma che “se al termine di un periodo di due anni a decorrere dalla firma del trattato, i quattro quinti degli Stati membri hanno ratificato detto trattato e uno o più Stati membri hanno incontrato difficoltà nelle procedure di ratifica, la questione è deferita al Consiglio europeo”. Quindi se il 29 ottobre 2006 venti Stati dell’Ue avranno approvato la Costituzione, “a partire dal primo novembre il Consiglio europeo potrà valutare la situazione e prendere una decisione. La Costituzione non prevede disposizioni particolari qualora un numero inferiore di paesi ratifichi il trattato”. Comunque fino a quando il trattato costituzionale non entrerà in vigore, il trattato di Nizza resterà valido.———————————————————————————————————– Sir Europa (Italiano) N.ro assoluto : 1417 N.ro relativo : 66 Data pubblicazione : 28/09/2005