Dalla ripartizione delle spese del bilancio 2004 dell’Unione europea emerge in maniera evidente che anche in un’Ue ormai a 25 Stati, ad aver maggiori vantaggi sono rimaste le “vecchie” nazioni dell’Unione. Il bilancio 2004 ha infatti costituito un ulteriore passo verso l’ammodernamento strutturale della spesa dell’Ue. Ai beneficiari negli Stati membri sono stati ripartiti circa 92 miliardi di euro. Ogni Paese ha ricevuto fondi per le politiche regionali, l’agricoltura, la competitività, l’occupazione e la ricerca; 7,5 miliardi di euro sono andati a Paesi fuori dall’Unione o a vantaggio di vari Stati membri. Per tutti i dieci nuovi Stati membri il saldo della contabilità di bilancio del 2004 è stato sostanzialmente migliore di quello del 2003, quando non erano ancora nell’Ue. Tali sono i risultati più importanti che emergono dalla relazione sulla ripartizione delle spese Ue per Stato parte dell’Unione nel 2004 presentata il 22 settembre scorso. Il maggiore beneficiario dei fondi nel 2004 è stata la Spagna (16,4 miliardi di euro), seguono la Francia (12,9 miliardi), la Germania (11,7 miliardi), l’Italia (10,4 miliardi) e il Regno Unito (7,1 miliardi). Tra i nuovi entrati nell’Unione alla posizione più alta, la decima, si trova la Polonia, che ha ricevuto 2,7 miliardi di euro. http://europa.eu.int/comm/budget/agenda2000/reports_en.htm. La relazione finanziaria dell’anno scorso è invece consultabile sul sito Internet: http://europa.eu.int/comm/budget/pdf/execution/execution/financialreport04/rap_fin_it.pdf