Il 17 settembre si è svolto a Budapest, nella piazza e nel duomo di Santo Stefano, il Congresso eucaristico nazionale, a conclusione dell’Anno dell’Eucarestia. Da 14 diocesi sono arrivati circa 4000 fedeli per partecipare ad un evento ricco di stimoli, di preghiera, di adorazione e di programmi culturali. Famiglie, religiosi, sacerdoti e comunità laiche hanno reso testimonianza del ruolo dell’Eucaristia nella loro vita personale e professionale. Nella basilica di S.Stefano si sono svolte relazioni, testimonianze e momenti musicali, che potevano essere seguiti anche dalla piazza, grazie ai megaschermi. P. László Varga ha parlato della liturgia della vita e di come collegare vita e liturgia. “La liturgia può essere fonte di guarigione, ma soltanto se siamo capaci di offrire la nostra vita”: “Lasciamo diventare i nostri giorni un sacrificio dell’amore”, ha detto padre Varga. Nel pomeriggio è stata ricordata la Giornata mondiale della gioventù di Colonia attraverso un video e testimonianze di chi aveva partecipato. Nelle tende allestite sulla piazza diocesi, movimenti e comunità hanno offerto la possibilità di conoscersi e di scambiare esperienze. Otto tende, in particolare, descrivevano aspetti importanti dell’Eucaristia e dei suoi simboli. Nella tenda del “Pane della vita” si preparavano ostie in modo tradizionale, in quella della “Bevanda dello spirito” si presentavano le regioni tradizionali di viticoltura nonché le regole liturgiche riguardanti i segni eucaristici. La comunità “Emmanuele” aveva preparato la tenda del “Rendimento di grazie”, i camilliani, un ordine al servizio dei malati e dei sofferenti quella del “Sacrificio”. La tenda della “Solidarietà” invece presentava tre comunità: la Pain de la Vie, il movimento Alpha che lotta contro l’aborto, e la comunità “Foi et Lumière” di Jean Vanier. Il momento culminante del programma è stata l’adorazione e la messa conclusiva, presieduta dal cardinale Péter Erdõ, arcivescovo di Budapest. Il card. Erdõ ha sottolineato “che gli ungheresi, sebbene portino piaghe nel loro cuore, devono legarsi con tutti i loro sacrifici, tutte le loro ansie e tutta la loro sorte al sacrificio di Cristo che non ci ha chiamati alla rassegnazione. Se l’uomo sa convertirsi dalle proprie colpe e perdonare generosamente, può entrare in una vera comunione con Dio misericordioso. Ciò avviene attraverso la nostra scelta, attraverso la nostra collaborazione”. Info su: www.magyarkurir.hu/?m_id=11&m_op=view&gid=30.