Spagna, per la pace nei Paesi Baschi” “

“Servono segni di distensione anche a favore dei carcerati dell’Eta”. A suggerirlo, per favorire la pace nei Paesi Baschi, è mons. José María Uriarte, vescovo di San Sebastián. Il vescovo ha fatto queste proposte nel santuario francescano di Arantzazu, durante la celebrazione della solennità della vergine di Arantzazu, il 9 settembre scorso. “Una grande maggioranza in questo Paese crede che le condizioni per avvicinarci alla pace siano oggi più favorevoli”, ha detto il vescovo Uriarte. Anche se “la strada verso la pace è difficile”, ha aggiunto, bisogna “creare segni di distensione” per poter “continuare a sperare nella prossimità della pace”. In questo senso, ha proposto di “evitare le azioni violente, cancellare le estorsioni economiche, avere gesti di avvicinamento alle vittime, applicare le leggi giuste con spirito ampio e conciliatore, umanizzare la situazione dei carcerati e dei loro parenti, sospendere da parte di tutti qualunque decisione e comportamento che semini allarme e sfiducia e rispettare scrupolosamente i diritti umani all’integrità, sicurezza e dignità di tutti”. “Accanto ai segni di distensione – ha proseguito -, sarebbe necessario, nell’attuale congiuntura, mettere in atto la pazienza. Noi cristiani sappiamo molto bene che la pazienza attiva e sofferente è figlia della virtù della speranza”. “L’atteggiamento paziente deve essere completato dalla discrezione”, che va “accompagnata dalla lealtà nei confronti di tutte le parti coinvolte. L’opportunismo che antepone gli interessi personali al bene comune della pace o preferisce ciò che conviene dire alla verità reale e leale, corrompe la relazione e genera sfiducia rispetto alle vere intenzioni degli interlocutori”, ha concluso.