Rifugiati" "

Meno domande d’asilo ” “

Rapporto Unhcr: diminuite del 28% le richieste” “

Prosegue la tendenza al ribasso, iniziata nel 2002, del numero delle domande d’asilo presentate nei 36 Paesi industrializzati. Il dato emerge dal rapporto statistico “Asylum levels and trends in industrialized Country second quarter, 2005”, presentato martedì 6 settembre dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr). Complessivamente le richieste sono diminuite del 28 per cento rispetto allo stesso periodo (gennaio – giugno) dello scorso anno, passando da 189.900 a 156.200, e del 35 per cento, se paragonato ai primi sei mesi del 2003, quando le domande d’asilo furono 240.800. LE RICHIESTE ALL’UE. Diminuiscono anche le domande presentate a 24 Stati dell’Unione europea (i dati trimestrali relativi all’Italia non sono disponibili, che pertanto non è stata inclusa nel rapporto), che durante la prima metà dell’anno in corso sono state 112.200: si tratta del 17% in meno rispetto ai primi 6 mesi del 2004 e del 30% in meno rispetto allo stesso periodo di 2 anni fa. La variazione più sensibile si è registrata nei dieci Paesi che sono entrati per ultimi nell’Unione: nei primi 6 mesi del 2005 il numero di domande d’asilo presentate in questi Stati è stato inferiore del 34 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La maggiore diminuzione (il 78%) è avvenuta nella Repubblica Slovacca, ma anche in Polonia e nella Repubblica Ceca. I CASI DI INCREMENTO. Non mancano comunque tra gli Stati entrati l’anno scorso nell’Ue casi in cui le richieste di asilo sono cresciute in maniera rilevante rispetto allo stesso periodo del 2004: si tratta di Cipro (4 mila domande, il 26% in più), Slovenia (850 domande, ovvero il 38% in più) e Malta (550 domande, con un aumento del 103%). Ma anche tra “vecchi” Paesi dell’Unione, si sono registrati alcuni aumenti, tra questi in Grecia, dove c’è stato un incremento 101 per cento con 5.500 domande, mentre in nessun Stato è avuto un aumento superiore al 10%. GLI STATI. La Francia è la nazione al primo posto tra le richieste d’asilo con 27.400 richieste. Il dato comunque registra una leggera riduzione rispetto a quello dei parziali degli anni precedenti: 27.900 e 31.400 nel 2003, 30.000 e 28.600 nel 2004. In seconda posizione gli Stati Uniti con 25.400 domande, ovvero l’8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Seguono Regno Unito (15.500 domande, -23%), Germania (13.300 domande, -29%), Austria (9.200 domande, -26%), Canada (8.700 domande, -26%) e Svezia (8.000 domande, -30%). LE PROVENIENZE. La maggioranza dei migranti che ha presentato una domanda d’asilo nei primi 6 mesi del 2005 proviene dalla Serbia-Montenegro – compreso il Kosovo – con 10.800 domande. Nelle posizioni successive si trovano Cina (9.400 domande), Federazione Russa (compresa la Cecenia, 9.400 domande), Turchia (7.100), Iraq (5.700) e Haiti (5.300). Complessivamente si è ridotto il numero dei migranti provenienti dai Paesi che sono tra i primi posti tra quelli che chiedono asilo. Unica eccezione delle persone che arrivano dall’Iraq e da Haiti: i primi sono aumentati del 31%, i secondi del 20. Per il caso dell’Iraq si tratta di un’inversione di tendenza, iniziata a metà 2004, rispetto alla diminuzione rilevante che si era registrata nel 2003. LA PREOCCUPAZIONE DELLE ONG. “Grande preoccupazione” sugli standard europei per i rimpatri degli immigrati clandestini e dei richiedenti asilo politico, “perché possono seriamente danneggiare i diritti umani”: è stata espressa agli inizi di settembre in una nota della Commissione delle chiese per i migranti in Europa (Ccme), coordinamento di tredici organizzazioni non governative (ong) che si occupano di migranti e rifugiati. Tra le ong anche Caritas Europa. La nota, che fa riferimento ad una direttiva sugli standard dei rimpatri adottata dalla Commissione europea, chiede che “i diritti umani dei migranti e rifugiati vengano seriamente presi in considerazione”. A non convincere le ong sono in particolare, “le politiche dell’Unione sulla detenzione e l’espulsione degli immigrati irregolari e il rigetto delle richieste di asilo”. Le 13 ong danno al Parlamento Ue e agli Stati membri alcuni suggerimenti, tra cui “nove principi” da tener presente per il rispetto i diritti umani: “La detenzione e l’espulsione – si legge nel comunicato – devono essere l’ultima soluzione da intraprendere. In ogni cosa bisogna dare particolare rilevanza alla tutela ai casi che riguardano persone vulnerabili come i minori”. Le organizzazioni, che hanno presentato le loro proposte a Bruxelles e contestano “la logica repressiva” adottata dall’Ue, chiedono anche la creazione di un’istituzione autonoma per il monitoraggio della situazione.