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Il numero monografico di "Europe infos" ” “” “
E’ monografico, tutto dedicato al tema degli investimenti etici, il numero di luglio-agosto di “Europe infos”, mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e dell’Ufficio cattolico di informazione e iniziativa per l’Europa (Ocipe). Ad introdurre la riflessione, definendo “urgente ed essenziale” in Occidente, e in particolare nel nostro continente, il dibattito in materia tra Chiesa e mondo degli affari, è il direttore del periodico e segretario generale Comece, NOËL TREANOR, il cui pensiero viene proposto a pag.19. Nei mesi scorsi si è svolto sul tema un incontro a Bruxelles, patrocinato dalla Comece e dall’Unione cristiana internazionale dei dirigenti d’impresa (Uniapac, associazione cristiana ecumenica che conta più di 30mila membri nel mondo) cui hanno partecipato personalità della Chiesa e del mondo economico e finanziario. Ecco alcuni spunti emersi dalle relazioni. INVESTIMENTI SOCIALMENTE RESPONSABILI. “Il mondo degli investimenti è percepito come senza anima, ma un concetto relativamente nuovo, quello degli investimenti socialmente responsabili (Isr) sembra destinato ad invertire questa tendenza. Si tratta di sapere se questa nuova direzione sarà duratura o entrerà inevitabilmente in conflitto con la norma” ha affermato intervenendo all’incontro PAULO SARAIVA. Lo sviluppo degli Isr nell’Unione europea, ha osservato, ha conosciuto in questi ultimi anni una “crescita impressionante”, anche se “non uniforme. Nel 2003 sono stati investiti negli Isr istituzionali oltre 330 miliardi di euro, soprattutto nel Regno Unito e nei Paesi Bassi. Quali le motivazioni? Per Saraiva “al di là del rendimento finanziario, questi investimenti comportano dei vantaggi sul piano sociale e dell’ambiente. Vantaggi che costituiscono il pilastro di un meccanismo di difesa delle istituzioni finanziarie che riduce la loro responsabilità giuridica in questi ambiti e le esonera da eventuali spese processali in caso di infrazione alle norme nazionali e internazionali in materia”. A ciò si aggiungono le “pressioni degli impiegati e degli stessi clienti”. ETICA E FINANZA. “Liga-Pax Bank Gbr è una banca cattolica che lavora con diversi partner al fine di diffondere, sulla base dei valori di ispirazione cristiana, investimenti etici sul mercato di capitali, e nelle regioni germanofone è il distributore esclusivo di un prodotto denominato ‘Indice etico globale'” ha detto CRISTOPH BERNDORFF. Un prodotto che consente “di misurare e mettere in opera investimenti socialmente responsabili” ed è stato elaborato da “E.Capital Partners”, gruppo di consulenti finanziari indipendenti che lavora in sinergia con due università italiane, la “L.Bocconi” di Milano e la Pontificia Università Lateranense di Roma. “Nel 2001 – ha ricordato Berndorff – i due atenei hanno patrocinato l”Osservatorio Finetica’, il primo a studiare le relazioni tra finanza ed etica”. INTERROGATIVI MORALI. La speculazione finanziaria è conforme alla morale? Quali sono le tecniche di investimento eticamente accettabili? Come valutare l’utilizzo dei prodotti derivati? Questi i principali interrogativi emersi dal dibattito. Per i relatori “non esistono, di per sé buoni o cattivi sistemi di investimento” ed anche “la speculazione di per sé non è immorale, perché altro non è che l’anticipazione di una posizione futura sul mercato”. “Il problema sorge – è stato affermato – quando si propongono prodotti finanziari a persone che non li comprendono e /o non ne possono avere una reale utilità”; in altre parole quando “l’attività speculativa è priva di giustificazione economica reale che non sia la speranza di una vincita simile a quella di chi gioca al casinò o affida il proprio denaro ad un allibratore”. VENTI REGOLE. Al riguardo l'”Associazione etica investimento” (www.ethinvest.asso.fr), creata nel 1983 in Francia da un gruppo di religiose appartenenti ad alcune congregazioni intenzionate a far gestire finanziariamente i propri risparmi, ha elaborato “Venti criteri positivi” presentati durante l’incontro di Bruxelles; una sorta di filtri “per illuminare il mondo economico” incentrati soprattutto sulla politica sociale d’impresa. Strategica l’importanza di una “politica d’innovazione e di sviluppo, creatrice d’occupazione”, così come la “partecipazione dei salariati al valore aggiunto dell’impresa” e “la loro responsabilità nell’organizzazione del lavoro”. Il documento si sofferma quindi sull’importanza della loro formazione e della “possibilità d’espressione all’interno dell’azienda”. Altri punti cruciali, la sicurezza sul lavoro, l’utilità sociale dei beni e dei servizi prodotti, l’attiva partecipazione alla protezione dell’ambiente. Il testo integrale è consultabile a pag. 11 di “Europe infos” su www.comece.org.