Irlanda: condanna delle Chiese alla violenza” “

Non cessano in Irlanda del Nord gli attacchi da parte di gruppi radicali, malgrado la recente dichiarazione dell’IRA (l’esercito repubblicano irlandese) di deporre le armi e rinunciare a ogni forma di lotta violenta. Ad essere presi di mira sono luoghi di lavoro, case, scuole e addirittura chiese. È stata quindi una estate calda per l’Irlanda del Nord. Gli attacchi sono iniziati in luglio ed hanno richiesto un incremento della presenza delle forze dell’ordine al di fuori dei luoghi pubblici più frequentati, in difesa della popolazione civile. La scorsa settimana, ad essere duramente colpite con bombe incendiarie sono state le scuole cattoliche Saint Louis a Ballymena e St. Mary ad Harryville. L’attacco alla Saint Louis ha provocato la distruzione totale di una classe e il danneggiamento di altre 10. Sono stati fermati dalla polizia un ragazzo di 13 ed un altro di 15 anni. Durissima la condanna di tutte le autorità politiche e religiose del Paese. Il ministro dell’educazione Angela Smith ha parlato di un incidente “deplorevole”. “Un attacco come questo – ha detto – è totalmente inaccettabile e non c’è nessuna possibile giustificazione o scusa per questo tipo di comportamento”. Mons. PATRICK WALSH, vescovo cattolico della diocesi di Down e Connor, si è immediatamente recato sul posto ed ha incontrato i presidi e lo staff delle due scuole. “È rassicurante – si legge in un comunicato diffuso dalla diocesi – che molti rappresentanti politici abbiano condannato questi attacchi ma è ora di cruciale importanza che le autorità politiche e civili stiano insieme, si facciano vedere insieme, anche per le strade della città. In questa grave situazione gli interessi politici di parte devono essere messi da parte per concentrarsi sul bene dell’intera comunità. È questo il tempo per una leadership coraggiosa”. A fianco della comunità cattolica si è schierata anche la comunità anglicana del Paese. Il leader della Chiesa d’Irlanda, arcivescovo Robin Eames, ha dichiarato che “non sussiste nessuna giustificazione e nessuna scusa” per gli attacchi compiuti quotidianamente. “Persone innocenti e intere famiglie sono esposte a pericoli gravi solamente a causa della loro appartenenza confessionale o delle loro idee politiche. Protestanti e cattolici”, ha detto ancora Eames, “devono condannare ogni forma e ogni atto di violenza”. Allo stesso modo, si sono espressi i tre pastori presbiteriani – tra loro anche Harry Uprichard, moderatore della Chiesa presbiteriana in Irlanda – di Ahoghill, contea di Arntrim, condannando “senza riserve i recenti attacchi” avvenuti nella loro cittadina e chiedendo a coloro che li hanno provocati di “recedere dai propri violenti propositi”. “È profondamente scioccante scoprire – dice il vescovo anglicano di Connor, Alan Harper – che sono giovani teenager ad essere coinvolti in questi atti di intimidazione, violenza e distruzione” e questo fatto invita “tutti i cristiani” a “proclamare con parole ed azioni il Vangelo della Riconciliazione: niente nel mondo è più importante in questo momento di un impegno forte per la riconciliazione”.