I giovani per l’unità ” “

Card. Kasper: presto il Papa ad Istanbul da Bartolomeo ” “

“Il Concilio Vaticano II è la bussola nel cammino nel 21° secolo”. A parlare è il card. WALTER KASPER , presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, che nei giorni scorsi ha partecipato a Bolzano, su invito del vescovo mons. Wilhelm Egger, ad un incontro sul 40º anniversario del Concilio Vaticano II. Lo abbiamo intervistato chiedendogli un bilancio “ecumenico” sulla Gmg di Colonia e sulle prospettive per il futuro. Papa Benedetto XVI ha detto di voler fare dell’unità dei cristiani una priorità del suo pontificato. La recente Giornata mondiale della gioventù ha offerto la possibilità di approfondire il tema del dialogo. Che impressione ha avuto? “Le giornate di Colonia ci hanno mostrato chiaramente che esiste una nuova generazione di giovani che sono più aperti verso la Chiesa e la spiritualità, che amano il Papa e questo è un segnale nuovo, molto positivo. Questa generazione, inoltre, non comprende più queste divisioni che esistono tra le varie Chiese, vuole e chiede che si avanzi nel cammino ecumenico di riavvicinamento e di unità. Questa generazione di giovani, tuttavia, deve anche sapere che l’unità dei cristiani non è una cosa che si può pianificare a tavolino, ma è un dono dello Spirito Santo e occorre pregare per questo. Credo che i giovani a Colonia abbiano compreso tutto questo e noi abbiamo grandi speranze e una grande fiducia in questa nuova generazione”. La Giornata mondiale della Gioventù è stata rattristata dalla notizia dell’uccisione di frère Roger Schutz. Ci può raccontare un suo ricordo del fondatore della Comunità di Taizé? “Ho incontrato spesso Roger Schutz. Era un uomo molto semplice e umile, non un uomo di azione, ma un uomo della contemplazione, di una grande spiritualità e di grande fede e amore. E proprio questa sua profonda spiritualità ha attirato negli anni tanti giovani. Ai suoi funerali erano più di diecimila e questo significa che hanno compreso il suo messaggio spirituale. Con la sua vita ci ha mostrato che l’ecumenismo spirituale è l’anima dell’ecumenismo. Roger Schutz era un uomo molto silenzioso: anche questo è stato un messaggio che ha colpito i giovani, anche quelli che sono lontani dalla Chiesa e che hanno trovato una nuova casa in Taizé. Per questo spero che questa comunità possa continuare nel suo servizio e la missione avviata da frère Roger”. In tema di ecumenismo, a breve papa Benedetto XVI dovrebbe essere protagonista di un incontro con la chiesa ortodossa di Istanbul. “Proprio così. Il patriarca di Istanbul, già all’indomani dell’elezione di Papa Ratzinger, ha invitato il pontefice. Come presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, ho rivolto questa proposta al Papa, che ha subito accolto la notizia con grande piacere e credo che per la prossima festa di s. Andrea (30 novembre), il patrono di Istanbul, Benedetto XVI si recherà in visita dal patriarca ortodosso”. A quarant’anni dalla sua conclusione, qual è il messaggio del Concilio Vaticano II? Ci troviamo di fronte ad un Concilio superato, come dice qualcuno, ne serve un altro? “Senza dubbio è stato un momento fondamentale nella vita della Chiesa e ha avuto riflessi sulla vita delle altre chiese ed è stato molto importante per l’ecumenismo. Questo Concilio ha offerto alla Chiesa l’opportunità di riflettere su se stessa, ha dato modo di definire cos’è la Chiesa: popolo di Dio, corpo di Cristo e tempio dello Spirito Santo. Il messaggio del Vaticano II non è esaurito, questo Concilio ha ancora da dire a noi oggi. In particolare mi riferisco al titolo della Costituzione “Christum Lumen Gentium”, “Gesù Cristo, luce del mondo”. Penso che in questo nostro mondo contemporaneo tanto spesso in difficoltà, questo messaggio sia importantissimo ancora oggi: Cristo è la luce, la guida, in questa nostra realtà”.