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Ecco l’estate” “” “

“A contatto con la natura – ha detto il Papa all’Angelus recitato davanti allo chalet di Combes (Val d’Aosta) – si ritrova la propria giusta dimensione personale riscoprendosi creatura, umile ma unica, ‘capace di Dio’ poiché interiormente aperta all’infinito. Sotto la spinta del nostro profondo bisogno di senso, possiamo percepire nel mondo che ci circonda l’impronta della bontà e della provvidenza di Dio che, quasi naturalmente, ci portano a lodarlo”. Ecco dunque l’estate, tempo di novità. Gli abiti invernali lasciano il posto ai colori vivaci. Le case aprono le porte al passaggio dell’amico. Le terrazze risuonano delle conversazioni quotidiane. Il bel tempo, il sole e la pioggia si alternano sul filo del trascorrere dei giorni e delle ore. Ecco l’estate, il tempo del ritorno dei figli a casa. Le vacanze accolgono la visita dei nipoti. La famiglia prende un ritmo nuovo. Le partenze invitano a un altro sguardo. L’inquietudine del domani si fa più acuta nel cuore della precarietà. Ecco l’estate, tempo di nuovi profumi. La natura si orna di orizzonti verdeggianti. I raccolti portano a termine la maturazione. Il sottobosco dà il benvenuto al viaggiatore. L’erba accoglie la schiena dell’assonnato. Ecco l’estate, tempo di scoperte. Le chiese ricevono visitatori attenti. Le mostre culturali offrono nuove ricchezze agli uomini. I concerti diffondono le loro melodiose armonie. I monasteri accolgono il pellegrino in ricerca. Ecco l’estate, tempo di ciò che è diverso. Il riposo rigenera le forze per i mesi e gli anni futuri. Le letture in attesa trovano un’eco favorevole. Lo sguardo intriso di stupore coniuga la profondità dell’essere e della creazione. La solidarietà trova altre modalità di articolazione. Ecco l’estate, il tempo del raccoglimento. Il ritorno alle radici spirituali interpella il cuore e la mente del credente. La preghiera si fa più fervente. La meditazione edifica l’interiorità dell’uomo. La contemplazione ci porta a entrare in Dio. Ecco l’estate. Prendiamo tempo al tempo. Dio si dona. L’uomo riceve.