Undici anni dopo l’ammissione delle donne al pastorato, gli anglicani inglesi hanno deciso di aprire la strada all’episcopato femminile. Con 367 voti a favore e 127 contrari, il Sinodo generale della Chiesa d’Inghilterra riunito a York, Gran Bretagna, ha dato il via al processo di rimozione degli ostacoli legali che attualmente impediscono alle donne di accedere alla carica vescovile. “Credo ci siano buone ragioni teologiche ed ecclesiologiche a favore delle donne vescovo”, ha dichiarato Tom Butler, vescovo di Southwark. Soddisfazione è stata espressa anche da Christina Rees, presidente dell’organizzazione Watch (Women and the Church): “ritardare ulteriormente questa decisione avrebbe causato la perdita di una delle risorse più preziose della chiesa: quella costituita da donne dedicate, fedeli, ricche di doni e di esperienza”. Si sono naturalmente levate anche delle voci contrarie che hanno già definito la richiesta di prevedere diocesi separate per chi non potrà accettare le future donne vescovo come requisito necessario per evitare una scissione nella chiesa. Interpellato dal Sir, il portavoce della Comunione anglicana, Jim Rosenthal, a York per seguire i lavori del Sinodo, ha spiegato che la discussione sulla possibilità di aprire l’episcopato alle donne dura da anni e ce ne vorranno almeno altri due prima di arrivare a qualsiasi decisione.