rassegna delle idee" "
Cristianesimo ed Europa: ” “due saggi sulla rivista internazionale "Communio"” “” “
“La situazione delle idee in Europa tende a diventare quella di un mercato nel quale le opinioni, le sensibilità, sono in libera concorrenza. Tende a crearsi uno spazio nel quale nessuna religione è quella della classe dirigente o dello Stato, nessuna beneficia del sostegno di un sistema legislativo o di un’autorità politica. Una nuova tappa nella storia dell’umanità. Non so se sia irreversibile. Non so nemmeno se possa reggere a lungo termine, ma credo di no”. In questi termini REMI BRAGUE , filosofo e storico francese, pone la questione su ‘Europa e il cristianesimo’ nell’approfondimento sul secondo numero 2005 di Communio, rivista Internazionale di teologia e cultura. (communio@jakabook.it) NELLA CULTURA EUROPEA. Può darsi che l’attuale sia in Europa “un’occasione per le religioni stesse, che possono essere apprezzate soprattutto in quanto tali, non più nelle loro relazioni con altre dimensioni dell’esperienza umana, politica, giuridica, morale” riprende Remi Brague. Tuttavia lo storico rileva due rischi: una riduzione della religione a spazi esclusivamente soggettivi e una volontà di “ignoranza ideologica del passato”, che lascia strada libera a una “ideologia di progresso, retaggio del pensiero illuminista, che gioca contro il cristianesimo, presupponendo che il male sia sempre dietro di noi, mentre l’uomo moderno sarebbe sempre buono, innocente, puro”. Secondo tale ideologia, aggiunge Brague, “il responsabile di tutti i mali deve essere cercato in un’entità del passato, che sia ancora presente per poter essere giudicata: la Chiesa è l’unico organismo che risponde a queste caratteristiche”. In parallelo all’intervento di Brague quello di PAUL BOLBERITZ, teologo ungherese che pone la questione sull’attualità del cristianesimo nella cultura europea partendo dal presupposto che “nell’Europa attuale il cristianesimo è presente, nelle sue tracce, in modo cifrato”. “Ma, – prosegue l’ungherese, – se si vuole parlare in modo chiaro ed univoco dei valori spirituali cristiani, bisogna anche sapere quali sono i principi più significativi che il cristianesimo ci ha dato”. Il teologo si sofferma quindi sui dieci doni offerti dal cristianesimo all’Europa: l’integrazione dei valori greci, romani ed ebraici; la custodia premurosa del mondo; la dignità umana; l’amore creativo della cultura e della civiltà; la libertà intesa come liberazione dal peccato; il dialogo tra Dio e il mondo; l’accoglienza degli ultimi e dei diversi; la missione; la morale fondata sulla giustizia e sull’amore; la coerenza tra la parola e l’azione su cui si fonda la credibilità dello stesso cristianesimo. IL CRISTIANESIMO COME FORMA DELLA CULTURA EUROPEA. Tra questi doni risalta in particolare “l’accoglienza di coloro che vivono in situazioni di svantaggio. Anche al giorno d’oggi ci sono culture e civiltà in cui di fatto calpestare gli sconfitti è cosa ovvia; è in opposizione a questo è apparsa una fase del tutto nuova nella cultura europea, secondo cui la persona che, fisicamente o psichicamente, è in condizione d’inferiorità rispetto ad altri, va aiutata e non disprezzata. Questo atteggiamento è una virtù tutta cristiana”. Infine come somma virtù offerta dal cristianesimo alla cultura europea, Bolberitz pone il superamento della giustizia umana, in nome della giustizia dell’amore. Sul piano storico Remi Brague, nell’affermare che il cristianesimo non è uno dei contenuti della cultura europea, ma ne costituisce la forma, cioè nell’accettare il buono e respingere il bene ha elevato alla dignità di ogni uomo la stessa cultura. In particolare ha portato all’accettazione dell’altro: “Il movimento intellettuale con il quale l’Europa ha studiato le altre civiltà, sia quelle scomparse, sia quelle presenti, come l’islam, la Cina, si colloca nel prolungamento di un atteggiamento fondamentale del cristianesimo: gli studiosi europei studiarono l’arabo o il sanscrito perché prima avevano studiato l’ebraico e il greco. L’Europa ha così esteso alle altre culture il modo in cui il cristianesimo si colloca nei confronti dell’Antica Alleanza. Può essere che nell’Europa di oggi, nel confronto con le altre culture, abbia tutto l’interesse ad ispirarsi senza esitazioni a questo modello cristiano”.