La Commissione europea ha proclamato, per la prima volta il 30 giugno scorso, il 2006 “Anno europeo della mobilità professionale”. Si tratta di un’iniziativa che mira a sensibilizzare i cittadini sui vantaggi di un lavoro all’estero o del cambiamento di lavoro ed a migliorare la comprensione della mobilità. Lavorare in un Paese diverso dal proprio o in un nuovo settore d’attività offre al lavoratore l’opportunità di acquisire nuove competenze ed esperienze, con grande giovamento sia per il lavoratore stesso che per il datore di lavoro. Dalle statistiche più aggiornate risulta che pochi europei lavorano all’estero. Negli ultimi 30 anni inoltre la percentuale degli europei che risiedono in un Paese dell’Unione diverso dal proprio è rimasta costante, attestandosi intorno all’1,5%. Per questo su un bilancio annuale di 6 milioni di euro, circa 4,3 milioni verranno destinati a progetti di sensibilizzazione alla mobilità, da presentare nel quadro di un invito a presentare di proposte che verrà lanciato a settembre.