prima pagina" "
Nei media del mondo è circolata l’immagine simbolica della tragedia di Londra: la persona con una maschera contro le ustioni, con accanto il volto del soccorritore. Tutti abbiamo desiderato conoscere il volto e la storia di Davinia, la giovane donna dietro quella maschera. Impresa difficilissima e dolorosa si sta rivelando, nei giorni dopo il massacro, il tentativo di dare un volto alle vittime più dilaniate dalla violenza. La polizia inoltre sta impiegando tutte le sue forze e competenze per dare un volto agli assassini. La violenza procede nascondendo e cancellando i volti, imponendo le maschere. La via della pace è quella che rivela il volto e la storia personale e ne coglie il valore unico e irrepetibile. Nei giorni scorsi ho visto il film messicano Voces inocentes del regista Luis Mandoki, dedicato alla guerra civile dell’El Salvador degli anni 80, durata 12 anni, con il bilancio di 80.000 morti e 8.000 scomparsi. Pur attraverso la finzione filmica, avevo visto i volti di coloro che sparavano ai bambini e soprattutto i volti dei bambini trucidati a sangue freddo, il volto delle loro mamme. Gli 80.000 uccisi non erano più una massa anonima, una notizia ormai ai margini della storia. La stessa esperienza l’ho vissuta quando ho visto le immagini vere della fucilazione di giovani a Srebrenica 10 anni fa: si sono visti e riconosciuti i volti di chi uccideva e di chi era ucciso. Riguardo Londra qualcuno ha affermato: sono morti solo cinquanta persone, quasi per dire: è ancora andata bene. Ma questo è inaccettabile: non si tratta di un anonimo numero 50 ma di 50 volti. Alle immagini tragiche ci stiamo forse troppo abituando. Quando vedi i volti nasce invece una domanda radicale: come è possibile che l’uomo uccida suo fratello? Come è possibile arrivare a essere così diabolici? Anche l’Europa è sfidata ad avere il coraggio di rimettersi in ricerca di un nuovo cammino, oltre le proprie sicurezze. Un segnale è venuto dal G8 in terra europea: alla violenza si risponde combattendo la fame, la malattia, lo sfruttamento… Ma la strada è lunga. Al vertice del G8 non c’erano, ad esempio, nazioni come Cina e India: circa due miliardi e mezzo di persone che sono alle porte del nostro continente. Ed infine, anche in Europa, annullano i volti quelle esperienze che pretendono di essere religiose, ma che hanno niente a che fare con un Dio che abbia un volto. Qui si apre il compito originale per i cristiani: testimoniare un Dio a cui l’umanità ha sfigurato il volto sulla croce, privandolo di ogni bellezza e splendore, imponendogli la maschera del dolore. Come in quella foto da Londra. Ma la “maschera” del Crocifisso è caduta ed è apparso il volto del Risorto.