attentato a londra" "

Il grido e la preghiera” “

Con le parole del Papa le risposte di cristiani, musulmani ed ebrei” “

“Fermatevi, in nome di Dio!”. Subito dopo la recita dell’Angelus, papa Benedetto XVI ha rivolto domenica 10 luglio un pensiero speciale a quanti sono stati colpiti dagli attentati terroristici del 7 luglio a Londra ed ha lanciato un appello agli attentatori. “Proviamo tutti un profondo dolore – ha detto – per gli atroci attentati terroristici di Londra di giovedì scorso. Preghiamo per le persone uccise, per quelle ferite e per i loro cari. Ma preghiamo anche per gli attentatori: il Signore tocchi i loro cuori. A quanti fomentano sentimenti di odio e a quanti compiono azioni terroristiche tanto ripugnanti dico: Dio ama la vita, che ha creato, non la morte. Fermatevi, in nome di Dio!”. L’appello di Benedetto XVI giunge a rendere ancora più forte il grido condanna ma anche di pace che si è levato da tutte le religioni. CCEE, “NESSUNA VENDETTA”. “So che condividi la mia stessa speranza e cioè che non ci sia nessun spirito di vendetta”. È quanto scrive – in un messaggio mons. Amédée Grab, vescovo di Coira e presidente del Consiglio delle conferenze episcopali europee al card. Cormac Murphy O’Connor, che è anche vice-presidente del Ccee. “So che il popolo inglese reagirà con dignità e dimostrerà di condividere la convinzione espressa dal primo ministro Blair e cioè che un simile terribile evento non riuscirà a farci dimenticare i nostri valori. Londra ha una lunga e valorosa storia di accoglienza di popoli di ogni origine ed è in questo un segno di un mondo dove tanti sono esclusi”. spagna, “condanniamo in nome di dio e del vangelo”. “Condanniamo in nome di Dio e del Vangelo gli attentati terroristici, quali che siano gli autori e i fini, che hanno provocato tanta desolazione e dolore nel suo Paese e nel mondo intero”. È il testo del telegramma che il presidente della Conferenza episcopale spagnola mons. Ricardo Blázquez Pérez, ha inviato al presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles card. Cormac Murphy-O´Connor. “Ci sentiamo fraternamente uniti – scrivono i vescovi spagnoli – ai pastori e fedeli dalla Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles e a tutti gli uomini e donne di buona volontà che stanno piangendo a causa di questa tragedia”. I vescovi pregano per l’eterno riposo delle vittime e “la consolazione per tutti coloro che sono stati colpiti dagli attentati”: “preghiamo il Dio della pace affinché questa violenza omicida cessi e non generi nuova violenza”. OLANDA, SOLIDARIETA’ DAI VESCOVI. “La forza delle esplosioni di Londra è stata avvertita in tutto il mondo”. È un passo del messaggio diffuso dal card. Simonis, arcivescovo di Utrecht e presidente della Conferenza episcopale olandese, rivolto al card. Cormac Murphy-O’Connor, presidente della conferenza episcopale dell’Inghilterra e del Galles. “Ovunque si troveranno, gli uomini sentiranno dolore e insicurezza e si troveranno impotenti di fronte ad attacchi terroristici. Non possiamo rimanere paralizzati dalle minacce del terrorismo, ma dobbiamo diventare lavoratori per la pace e la giustizia. Ci auguriamo che lei e altri capi delle comunità cristiane e non cristiane del Regno Unito possiate giocare un ruolo importante nel risanare le profonde ferite inflitte giovedì alla vostra società civile”. SLOVENIA, ATTACCO ALL’UMANITA’. “Un atto privo di qualsiasi giustificazione, su cui esprimiamo la nostra più ferma condanna”. Questo il messaggio della Conferenza episcopale slovena contro attacchi terroristici a Londra, in relazione ai quali “si unisce alla preghiera di tutti i cristiani del mondo per le vittime e per i loro cari”. “L’attentato – si legge in una nota della Conferenza episcopale slovena – scrupolosamente progettato contro persone deboli e innocenti, colpisce non solo i cittadini della capitale della Gran Bretagna, ma tutta la l’umanità e i suoi valori fondamentali”. I vescovi sloveni, infine, invitano “tutti i fedeli e le persone di buona volontà ad unirsi alla preghiera e all’impegno per la sicurezza, la giustizia e la solidarietà tra i popoli, affinché uomini di diverse nazionalità e convinzioni possano vivere nella fiducia e nella pace reciproca”. ITALIA, “AZIONI DISUMANE”. “Di fronte agli attacchi terroristici che hanno devastato alcune zone della città di Londra” anche la Chiesa italiana ha unito la sua voce a quella degli altri espiscopati, esprimendo “profondo dolore e vivo cordoglio. Queste azioni disumane, prive di ogni giustificazione, che oggi feriscono il popolo della Gran Bretagna, colpiscono anche l’intera umanità e costituiscono un pericoloso attentato alla civiltà”. GERMANIA E IRLANDA, “VIOLENZA INDICIBILE”. In un telegramma inviato al card. Murphy O’Connor, il card. Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha espresso “turbamento e tristezza” per tanta “violenza indicibile ed inumana”. Anche il primate della Chiesa d’Irlanda, l’arcivescovo Sean Brady ha espresso “la vicinanza e il sostegno dell’intera comunità cattolica irlandese”. UN IMPEGNO INTERRELIGIOSO: “RESISTERE AL MALE DEL TERRORISMO”. L’impegno “condiviso” di tutti i leader religiosi della Gran Bretagna per “resistere” al “male del terrorismo” che è “un male che non può essere giustificato e che noi condanniamo e rifiutiamo in modo assoluto”. È quanto scrivono i leader religiosi della Gran Bretagna in un messaggio congiunto alla nazione subito dopo gli attacchi dinamitardi. A firmare il testo sono l’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, il cardinale arcivescovo di Westminster, Cormac Murphy-O’Connor, il moderatore delle Chiese libere, David Coffey, il Rabbino Capo Jonathan Sacks, e il presidente del Consiglio delle Moschee e gli Imam lo sceicco Zaki Badawi. “Quando in molti provano sentimenti di rabbia, smarrimento e perdita – si legge nel messaggio – è vitale rafforzare quelle cose che ci uniscono e resistere a tutto ciò che invece può dividerci”. Da qui l’appello alla Nazione. “Chiediamo e invitiamo a continuare gli sforzi per costruire un Paese in cui le differenti comunità, incluse quelle religiose, possano vivere le une accanto alle altre su una base di rispetto reciproco e comprensione. Ci impegnano a lavorare insieme e con forza a questo scopo, a parole e con i fatti, per farne una realtà vera”. Messaggio anche dall’organismo ecumenico “Churches Together in Britain and Ireland” che raggruppa le principali chiese cristiane in Inghilterra e in Irlanda e dal Consiglio musulmano britannico che riunisce oltre 400 organizzazioni e realtà islamiche presenti nel paese (dalle moschee alle scuole). “Le Scritture e le tradizioni delle comunità sia islamiche che cristiane ripudiano l’uso di una simile violenza. I precetti religiosi non possono essere usati per giustificare simili crimini che sono completamente contrari al nostro insegnamento e alla nostra pratica. Rifiutiamo ogni tentativo di associare le nostre comunità ad atti così violenti compiuti da minoranze che falsamente proclamano di rappresentarci”. Il Consiglio musulmano britannico condanna “fermamente” gli attentati terroristici di Londra. “Le persone cattive che hanno pianificato e realizzato questa serie di esplosioni a Londra – ha detto al Sir Iqbal Sacranie, segretario generale del Consiglio musulmano – ci vogliono scoraggiare come nazione e dividerci come popolo. Tutti noi dobbiamo rimanere uniti e aiutare la Polizia a catturare gli assassini”. “Saremo uniti con determinazione a fare in modo che il terrore non abbia la meglio”. CRISTIANI, MUSULMANI ED EBREI UNITI NELLA RINUNCIA DELLA VIOLENZA. “I cristiani e le chiese di tutta Europa sono uniti nello shock, nella repulsione e nel dolore provocati dagli attacchi a Londra. Mentre un’altra città europea soffre gli attacchi di violenza indiscriminata ci riuniamo in preghiera per tutte le vittime, i feriti e per coloro che se ne stanno occupando”. Scrive così Ketith Clements, segretario generale della Cec, la Conferenza delle Chiese europee (che riunisce circa 125 chiese ortodosse, protestanti, anglicane e vetero-cattoliche di tutta Europa), ai membri britannici dell’organismo. “È difficile – afferma Clements – capire la mentalità di coloro che seminano morte, vendetta e caos in questo modo. Possiamo solo pregare perché siano assicurati alla giustizia e per la misericordia di Dio, si pentano. Probabilmente speravano di spargere paura, terrore e divisione tra la gente di Londra e del Paese. Per questo motivo – conclude Clements – speriamo e preghiamo che cristiani, musulmani ed ebrei e tutte le persone di fede si uniscano sempre più nella rinuncia alla violenza, nella affermazione della sacralità della vita umana e nel comandamento della pace dato da Dio”. CONSIGLIO MONDIALE DELLE CHIESE, “UN CRIMINE CONTRO L’UMANITÀ”. “La pace è l’unico modo per realizzare una giustizia per tutti”. Lo scrive Samuel Kobia, segretario generale del Consiglio mondiale delle chiese, in un messaggio di solidarietà al popolo inglese. “Come cristiani, ribadiamo la nostra opposizione ad ogni forma di violenza”. “Quando la violenza è deliberatamente usata contro i civili e con l’intenzione di seminare terrore nella popolazione, si può parlare di un crimine contro l’umanità. Non c’è nulla che può giustificare l’uccisione di gente innocente”. “RINNOVIAMO IL NOSTRO IMPEGNO PER LA PACE”. Cordoglio e condanna per “il vile attentato di Londra” è stato espresso anche dai rappresentanti religiosi e da molte diocesi dentro e fuori del Regno Unito. I leader religiosi – inclusi cristianesimo, Islam e altre fedi – di Portsmouth e del Sud-Est Hampshire sono uniti nel condannare “il terrorismo in tutte le sue forme. Terrorismo che non può essere perdonato da coloro che sono fedeli alle tradizioni delle nostre religioni. Rinnoviamo il nostro impegno per la pace, la giustizia e la tolleranza”. Unanime cordoglio è stato espresso anche dalle organizzazioni musulmane, dal consiglio delle Chiese olandese e dalla Consulta centrale ebraica. Il Cmo (organizzazione musulmana) che raccoglie musulmani dalla Turchia, dal Marocco e dal Suriname, ha fatto appello a rivolgere attenzione nella preghiera del venerdì a “terribili avvenimenti”. Da parte islamica hanno sottoscritto la dichiarazione anche il Consiglio islamico sciita, l’organizzazione femminile Al-Nisa e la fondazione Islam e Cittadinanza.