vocazioni" "
Giovani e vita consacrata: incontro Ccee in Slovacchia ” “” “
L’Irlanda ha optato per un programma di discernimento vocazionale con appuntamenti pomeridiani e week-end. La Germania si è invece dotata di un sito Internet: www.Touch-me-Gott.com. Francia e Belgio hanno nel loro sito ufficiale un link dedicato alle vocazioni. Alcuni hanno invece realizzato un Dvd con una serie di domande sulla vocazione che i giovani pongono ai preti. Dall’Irlanda alla Slovacchia, numerose le iniziative promosse dalle Chiese per aiutare i giovani a scoprire la propria vocazione. Sono alcune delle esperienze presentate all’incontro del Servizio europeo per le vocazioni (Sev), che raggruppa all’interno del Ccee i responsabili nazionali per le vocazioni delle 34 Conferenze episcopali d’Europa. L’incontro che si è concluso il 3 luglio, si è svolto a Banská Bystrica in Slovacchia sul tema “Gesù in persona si accostò e camminava con loro: accompagnamento vocazionale e decisione”. Il Servizio parteciperà alla Gmg 2005 di Colonia con una postazione nella basilica di St.Gereon dal 15 al 21 agosto. Sempre nell’ambito della Gmg, nella Chiesa St. Pantaleon di Colonia si terrà un incontro per seminaristi di tutto il mondo nell’ambito del quale è previsto venerdì 19 agosto un incontro con Papa Benedetto XVI (www.wjt2005-seminaristen.de). ASCOLTARE I GIOVANI. Circa 60 i partecipanti, di diverse nazioni europee. Oltre ai rappresentanti della Santa Sede e del Ccee hanno seguito i lavori anche 14 esperti. Il tema scelto quest’anno dal Servizio europeo era focalizzato sull’incontro di Gesù con i due discepoli sulla strada per Emmaus, dunque sull’accompagnamento dei giovani nel cammino di discernimento vocazionale e sulle qualità delle persone che sono chiamate a seguirli. Padre TERRY DRAINEY, rettore del Collegio inglese di Ushaw, seminario provinciale nel Nord del Paese, ha parlato delle difficoltà che possono nascere semplicemente perché si appartiene a generazioni diverse ed ha invitato i delegati presenti a “non avere necessariamente tutte le risposte” perché “probabilmente i giovani hanno molto più bisogno di essere ascoltati”. Secondo l’esperto, occorre piuttosto “essere generosi nell’interpretare atteggiamenti che sono spesso completamente ingnorati” dagli adulti. Padre BERNARD MENDIBOURE, del centro di spiritualità dei gesuiti a Vanves (Francia) ha spiegato che chi accompagna i giovani alla scelta di una vocazione è una persona che come Gesù è sempre “on the move” (in cammino) e non lavora mai in luoghi isolati ma appunto su una strada. L’ESPERIENZA IRLANDESE. Interessanti le iniziative presentate all’incontro europeo. Tra queste il programma “Galilea” (“Galilee Programm”) promosso dal Servizio per le vocazioni dei vescovi irlandesi. “Galilee si legge nella presentazione non è un programma di reclutamento. È un servizio offerto a chiunque (uomo o donna dai 18 ai 35 anni) che vuole vivere più pienamente il Vangelo e scoprire la chiamata di Dio nella sua vita”. Il programma offre una serie di approfondimenti, momenti di preghiera e incontri informali. L’iniziativa è spiegata sul sito della Conferenza episcopale: si va dalle domande più frequenti sul sacerdozio (l’età, celibato, missione, tempo libero…) al rapporto con parenti e amici. Nel link dedicato al celibato si affrontano i temi legati al sesso, al matrimonio, all’innamoramento, alla solitudine. Vengono sfatati molti luoghi comuni. “La questione sul celibato che più preoccupa coloro che stanno considerando il sacerdozio, è la possibilità di essere felici vivendo in questo modo”, come se “le persone sposate non abbiano mai difficoltà, non facciano sacrifici e non si sentano mai sole”. Ma i preti si innamorano? “Rispondere in modo appropriato alle nostre emozioni e controllare i nostri desideri non significa negarli. La purezza fondata sulla negazione sessuale è un inganno”. Infine la paura della solitudine. “Molte persone pensano che i preti siano molto soli. Sì, spesso. E’ però possibile sentirsi soli in mezzo ad una folla o nel matrimonio. Il celibato non è causa di solitudine…”. VOCAZIONI NELLA MATURITA’. Un dato è certo: coloro che stanno vagliando la strada di una vocazione sono generalmente persone “pronte”, preparate cioè “a qualcosa di importante nella loro vita”. “Coloro che stanno considerando il sacerdozio o la vita religiosa ha infatti spiegato padre KEVIN DORAN, parroco irlandese e coordinatore del Sev sono oggi persone che hanno riflettuto seriamente sul significato della vita e che hanno riconosciuto il valore della relazioni con Gesù. Sono spesso scoraggiati dal seguirlo più da vicino per fattori culturali e per lotte e paure personali. Il ruolo di coloro che lavorano nel ministero vocazionale non è quello di spingere le persone nel sacerdozio e nella vita religiosa loro malgrado ma di aiutarli attraverso il dialogo, l’amicizia e la preghiera a seguire Gesù ovunque Lui li conduca”.