inghilterra e galles" "

Servizio, non impiego ” “

Un piano pastorale per coinvolgere più laici nella vita delle parrocchie” “” “

‘At your word, Lord’, ovvero ‘Secondo la tua parola, Signore’ è il piano pastorale di maggior successo della Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles. Lanciato nel 2003, il programma promuove la vita delle centosessanta parrocchie della diocesi di Westminster. Organizzato due volte l’anno, in autunno e durante la Quaresima, ha la durata di sei settimane e prevede la divisione dei partecipanti in piccoli gruppi di preghiera per meditare sulle Scritture. “La vita delle comunità parrocchiali è stata migliorata molto dal momento del lancio del programma”, spiega un portavoce della diocesi di Westminster. Il programma comprende cinque stagioni con temi diversi, ‘La Trinità’, ‘Riconciliazione’, ‘Evangelizzazione e raggiungere gli altri’, ‘Lavorare verso l’unità cristiana’, ‘Rinnovare il ventunesimo secolo, con una particolare attenzione al problema dei poveri, ai temi interraziali e all’uguaglianza tra uomini e donne’. LAICI, UN RUOLO PIU’ ATTIVO. ‘Secondo la tua parola, Signore’, nella diocesi di Westminster ha coinvolto 22.000 persone e convinto il card. Cormac Murphy-O’Connor, primate di Inghilterra e Galles, che molti dei compiti tradizionali del parroco potrebbero in futuro venire svolti da ministri laici impegnati a tempo pieno, dal momento che il numero di sacerdoti è in continuo calo. Questi ministri laici potrebbero vivere in case destinate ai sacerdoti in parrocchie dove il sacerdote non c’è più e presiedere funzioni religiose della settimana disponendo anche di ostie precedentemente consacrate. Nella diocesi di Westminster il numero di sacerdoti è in costante calo, dagli oltre novecento degli anni Settanta ai seicentoventitre attuali, mentre per il 2015 se ne prevedono 471. Il piano è stato preceduto da un ‘green paper’ che è il risultato di una consultazione con tutti i 150.000 cattolici, un terzo del totale nella diocesi, che partecipano con regolarità alla Messa. CAMBIARE MENTALITA’? “Il ‘green paper’ è il risultato di una consultazione con tutti i cattolici della diocesi fatta due anni fa – spiega al Sir Austen Ivereigh, responsabile delle relazioni con il pubblico per il card. Cormac Murphy-O’Connor -. Esiste una proporzione di preti e sacerdoti molto più bassa rispetto al passato. Visto in questa prospettiva quello di Westminster non è un declino perché la partecipazione dei cattolici alla Messa della domenica è in aumento e a Pasqua vi è stato il numero più alto di cattolici ricevuti nella Chiesa. Si tratta di un cambiamento nella mentalità. Per la prima volta i laici dovranno occuparsi in prima persona delle loro parrocchie come se si trattasse di una cosa loro. Fra dieci anni anche le celebrazioni liturgiche saranno organizzate in modo diverso”. Ma i laici sono pronti a queste novità? “Molti cattolici – aggiunge Ivereigh – vanno in chiesa e si aspettano che tutto venga fatto per loro. Inoltre esiste uno sfasamento tra sacerdoti e laici, i sacerdoti dicono che i laici non vogliono impegnarsi, i laici dicono che sono i sacerdoti che non cedono responsabilità. Il ‘green paper’ ha sottolineato il bisogno di maggiore comunione per i laici e i sacerdoti. Alcuni laici sono disposti ad assumersi maggiore responsabilità, altri non ne vogliono. Questa transizione tra il ruolo tradizionale dei sacerdoti e quello nuovo che sta emergendo in alcuni casi scorre senza troppi problemi, in altri è dolorosa e difficile. Tra vent’anni nelle parrocchie ci saranno moltissimi laici, gente salariata con uno stipendio e questa realtà verrà considerata normale. La mia parrocchia lo scorso fine settimana ha esaminato il ‘green paper’, ritenendolo molto interessante e per questo abbiamo cominciato a creare una banca dati con i nomi delle persone disponibili a svolgere questi compiti e indicando anche le loro rispettive competenze. È stato fatto anche un censimento dei bisognosi”. UN RISCHIO DA EVITARE. Per Nicky Stevens, responsabile per la formazione pastorale per la diocesi di Portsmouth il ruolo dei laici all’interno della Chiesa cattolica è di grande importanza, soprattutto può essere un modo di completare la loro vocazione. Il rischio è che i laici vengano considerati come sacerdoti e quindi gli altri laici vengano visti come meno importanti”. Non esiste ruolo precluso ai laici secondo Stevens: “possono diventare catechisti, amministratori, responsabili del settore giustizia e pace, della liturgia e del ministero. Questo succede negli Stati Uniti dove i laici potrebbero avere altre responsabilità all’interno della Chiesa cattolica”.