“Ci sono segni che fanno ritenere una svolta positiva nella Chiesa e nella società, per quanto riguarda le vocazioni”: lo ha dichiarato il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale il 20 giugno scorso, durante la conferenza stampa tenuta insieme con il primate ungherese, card. Peter Erdö a Mariazell. La località, meta di pellegrinaggi mariani, che aveva ospitato la giornata dei cattolici mitteleuropei (Mekt) nel 2004, ha accolto nei giorni scorsi i vescovi di entrambe le conferenze – austriaca ed ungherese – che si sono riunite per la prima volta insieme. Del trend positivo anche in Ungheria ha riferito il card. Erdö, che ha affermato come le nuove vocazioni sacerdotali, diversamente da quanto avveniva in passato fino ad un decennio fa, si riscontrano in persone provenienti da “famiglie per lo più di intellettuali, che vivono in contesti urbani”. “Nonostante le resistenze e i problemi, il sacerdozio è ancora oggi una strada interessante”, ha fatto eco Schönborn, aggiungendo: “Le vocazioni ci sono. Dio chiama le persone al suo servizio”. Accanto al tema delle vocazioni i due cardinali hanno espresso il proprio parere positivo circa la riunione plenaria congiunta dei vescovi a Mariazell. “Questa è la prima riunione comune dei vescovi ungheresi e austriaci da 150 anni a questa parte”, ha ricordato il card. Erdö. Durante l’incontro sono state trattate anche questioni quali l’integrazione europea, la Costituzione europea, la tutela della vita in tutte le sue forme, la famiglia e temi più specifici quali la pastorale per gli ungheresi in Austria e l’accoglienza dei pellegrini ungheresi a Mariazell. “Lo scambio tra i vescovi dei Paesi vicini è particolarmente importante per la Chiesa ungherese affinché questa possa essere in grado di affrontare il proprio compito e servizio verso la società”, ha riconosciuto Erdö, che ha indicato nell’esperienza austriaca della missione cittadina, in particolare quella della città di Vienna, una realtà da imitare, annunciando che nel 2007 Budapest avrà una sua missione cittadina. Sulla costituzione europea, Schönborn ha sottolineato la posizione unanime dei vescovi ungheresi e austriaci: “È positivo il fatto che sia stato sancito il dialogo istituzionale tra Chiese e comunità religiose da un lato, e istituzioni Ue dall’altro. I vescovi sono tuttavia stupiti”, ha aggiunto, “del fatto che non sia possibile inserire nel preambolo un riferimento a Dio e alle radici cristiane del continente, nonostante l’80% degli europei dichiari di essere cristiano”.